Avviso tutti gli amici che mi hanno sostenuto nella battaglia per la rimozione dei crocifissi dalle aule dei tribunali italiani che il prossimo 22 gennaio 2010, alle ore 9,30, sarà celebrato, dinanzi al Consiglio Superiore della Magistratura, Piazza Indipendenza n. 4, ROMA, il procedimento disciplinare che è stato aperto, circa 5 anni fa, a mio carico per essermi io rifiutato di tenere le udienze sotto l’incombenza dei crocifissi. Un procedimento, questo, per il quale ha subito due condanne penali ad un anno di reclusione (poi annullate dalla Cassazione) e sto subendo, da 4 anni, la sospensione dallo stipendio e dalle funzioni. Mi difenderò da solo e l’udienza sarà pubblica (anche se l’aula non è particolarmente capiente). La presenza di televisioni sarebbe oltremodo gradita, non avendo io alcunché da nascondere o di cui vergognarmi: credo, però, che l’Avv. Nicola Mancino negherà le autorizzazioni per impedire che venga ripreso questo processo, degno della migliore Santa Inquisizione della Chiesa cattolica. In ogni caso, rappresento che presterò il consenso preventivo a quanti vogliano chiedere di riprendere il processo e divulgarlo. In caso di condanna e di conseguente rimozione dalla magistratura, adirò la Corte Europea dei diritti dell’Uomo: in caso di assoluzione e di reintegrazione in servizio, seguiterò a rifiutarmi di tenere le udienze sino a che il Ministro di Giustizia (oggi Angelino Alfano) non avrà rimosso l’ultimo crocifisso dall’ultima aula di giustizia della Colonia Pontifica, cioè dell’Italia. Presagisco (ed anzi spero) che i membri del CSM, per non offendere i desiderata di Papa Benedetto XVI ed anche per non correre il rischio di essere linciati e di essere bollati come “ubriaconi” (com’è avvenuto per i giudici della CEDU), opteranno per la prima soluzione.
E’ gradita la massima diffusione di questa notizia.
Buon Sol Invictus a tutti.
Luigi Tosti
IL GIUDICE “ANTICROCIFISSO” LUIGI TOSTI
febbraio 6, 2010 di rean462010: avanti Craxi, gli operai possono aspettare!
gennaio 3, 2010 di rean46
Per capire quanto sia opportunismo demagogico e vuota retorica l’offerta del governo di un tavolo istituzionale per affrontare riforme condivise, che pure servirebbero al paese, basta vedere quali materie sono state messe in calendario al Parlamento per i primi giorni del 2010: la legge sul legittimo impedimento, il lodo Alfano in versione legge costituzionale, la norma sul processo breve e, ultima meraviglia, la commemorazione del decennale della scomparsa di Bettino Craxi.
Il 19 gennaio, infatti, in Senato non si discuterà sulle misure economiche da attuare per risolvere i gravissimi problemi dei tanti cittadini che questo ultimo dell’anno hanno avuto poco da festeggiare. Ci sarà il silenzio totale sui precari senza contratto rinnovato, sulle fabbriche in agitazione per i licenziamenti, sulla disperazione sociale.
L’Aula del Senato sarà riempita, invece, di parole in onore a Bettino Craxi, ed è annunciata la presenza del Presidente del Consiglio Berlusconi, il quale, se non ha sentito l’obbligo di farsi vedere durante la finanziaria, ha invece pensato bene di comparire proprio in quest’occasione per inaugurare il suo “anno dell’amore”.
A 10 anni dalla morte di Craxi le iniziative proposte di riabilitazione della sua figura sono tante.
C’è la gita ad Hammamet per assistere alla prima visione del documentario-film su Craxi, “La mia vita è stata una corsa”, sponsorizzata dalla Fondazione Craxi. Quella stessa fondazione che ad agosto il ministro Bondi ha ritenuto più meritevole di ricevere i finanziamenti pubblici rispetto alle fondazioni dedicate a Ninni, Pertini, la Malfa e Di Vittorio. Quella stessa Fondazione che ha, fra i membri del Cda, Riccardo Pugnalin ex assistente del sen. Marcello Dell’Utri.
E poi c’è l’iniziativa del sindaco Moratti di intitolare una via a Milano allo “statista” socialista.
La proposta della Moratti si inserisce nel più ampio tentativo di riabilitazione condotto da una certa parte della politica che, da tempo ormai, gioca pericolosamente con la memoria collettiva.
Il fine ultimo di questo progetto è quello di assolvere coloro che hanno distrutto l’Italia ieri per far apparire “meno peggio” quelli che la stanno distruggendo oggi.
Perché se Mangano da mafioso diventa un eroe, allora chi vara provvedimenti a favore della criminalità organizzata, come lo scudo fiscale, non è poi troppo colpevole.
Perché se Craxi, da politico condannato definitivamente per corruzione e per finanziamenti illeciti, diventa un “innovativo” (Capezzone), un “patriota” (Boniver), o un esule martire, come si sbracciano a dire molti politici del Pdl, allora anche chi oggi è indagato per corruzione, e siede agli scranni più alti delle nostre istituzioni, appare uno stinco di santo.
I guai giudiziari del Premier, infatti, non vengono cancellati solo a forza di leggi ad personam, ma anche attraverso la promozione di una cultura di depenalizzazione e assoluzione omertosa dei reati presso la pubblica opinione.
Infatti, ragionano i sodali di Berlusconi, se a Craxi, che è stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese), senza contare tutti i processi estinti per morte del reo, e a cui sono stati accertati come minimo 150 miliardi di introiti illeciti, si intitola una Via di Milano, centro operativo del giro di finanziamenti illeciti da lui messo in piedi, come volete che appaia, agli occhi dei cittadini italiani, chi è “soltanto” indagato per corruzione in atti giudiziari all’interno del processo Mills e per una tangente di “soli” 600mila dollari?
Così si distrugge lo stato di diritto e la legalità: non solo stravolgendo la Costituzione che dovrebbe reggere il futuro dell’Italia, ma anche mortificando e mistificando la memoria del nostro passato.
Ci chiediamo che cosa potranno dire coloro che vivono nella via che la Moratti sceglierà per il tributo a Craxi, quando i loro figli chiederanno chi era il signore che da il nome alla loro strada. Forse potranno rispondere semplicemente “un corruttore”, senza riuscire a spiegare perché lo stato abbia deciso di omaggiarlo. Non è solo un fatto toponomastico, ma anche antropologico.
Ecco perché bisogna opporsi alla scelta di intitolare una via a Craxi: perché rappresenta il simbolo di come si voglia trasformare Bettino in un esule, martire della magistratura, quando in realtà era un latitante fuggito in Tunisia per non dover scontare le sue pene. Perché con tale scelta si vuole affievolire il fatto che oggi il Premier, per non affrontare la giustizia, non deve neppure allontanarsi dall’Italia, in quanto gli basta di andare in Parlamento per farsi le leggi che lo rendono impunito.
Ed ecco perché necessita invitare tutti gli italiani a seguire il dibattito in diretta al Senato che si terrà il 19 gennaio prossimo, per capire fino a che punto questa maggioranza, questo governo e questo Presidente del Consiglio, si spingeranno in avanti per rendere eroi coloro che fecero affondare l’Italia nella corruzione.
Quella stessa corruzione che ancora oggi continua a soffocare la meritocrazia e il lavoro onesto, e che, insieme alle crisi internazionali, ha fatto passare a tanti italiani un brutto capodanno, senza tuttavia che i loro rappresentanti politici abbiano trovato il tempo di occuparsi dei bisogni veri, perché sono troppo impegnai a commemorare.
Regali per tutti!
dicembre 24, 2009 di rean46Emendamento Repressione
dicembre 7, 2009 di rean46Oggi la CENSURA INTERNET riguarda solo la Cina e pochi altri paesi con regimi autoritari. Simile pericolo sta per accadere ad un paese democratico come l’Italia. La libertà di informazione è tra i diritti fondamentali della persona, e che qualsiasi forma di limitazione, preclusione, divieto, o filtro informativo applicato sia da respingere e da combattere.
In base a quello che leggerete anche questa e mail potrebbe essere fonte di reato.
Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet/ ; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l’articolo nr. 60. Il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta”. In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog.
Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!
In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.
Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una “media company” ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa “media company”, guarda caso, è Mediaset. Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d’interessi.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico e gli italiani continuano a guardare grande fratello !!!
Fate girare!, gente, fate girare!.
Corte europea: il crocefisso ha rotto le palle
novembre 7, 2009 di rean46
La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana.
Di questa ottima notizia noi cerchiamo di collezionare i commenti a caldo, poiché la loro lettura dà maggior vigore a tutti coloro che sostengono la necessità della rimozione del feticcio dai luoghi pubblici.
La Gelmini «La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al Cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione. La storia d’Italia passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi», sottolinea il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Nel nostro Paese, sottolinea il ministro Gelmini, «nessuno vuole imporre la religione cattolica, e tantomeno la si vuole imporre attraverso la presenza del crocifisso. È altrettanto vero che nessuno, nemmeno qualche corte europea ideologizzata, riuscirà a cancellare la nostra identità”.
Buttiglione «Sentenza aberrante e da respingere con fermezza. L’Italia ha una sua cultura, una sua tradizione e una sua storia. Chi viene fra noi deve comprendere ed accettare questa cultura e questa storia». Così il presidente dell`Udc, Rocco Buttiglione, commenta il pronunciamento della Corte Europea dei diritti dell`uomo sul crocifisso.
Calderoli “Calpestati i nostri diritti. Resterà al suo posto nelle scuole”, ha tuonato il senatore leghista Roberto Calderoli. E il suo collega di partito Zaia, replica: “Vergogna!”.
Bersani «Penso che su questioni delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto. Io penso che un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno».
«Non ci terremo questa sentenza e andiamo in Grande Chambre», ha detto il giudice Nicola Lettieri, rappresentante del governo italiano presso la Corte Europea.
«Quello che abbiamo sempre sostenuto è che il crocifisso è sì un simbolo religioso ma con una portata umanistica e legata all’etica e alla tradizione nazionale». «A imporlo per primo», nota Lettieri, «fu il Regno di Sardegna, quello della breccia di Porta Pia». Nella sentenza odierna, prosegue Lettieri, «la Corte riconosce questa polivalenza, ma è prevalso il dato religioso».
L’altro dato che Lettieri sottolinea e rafforza la necessità di ricorrere contro la sentenza di oggi e l’elemento concordatario che fa da base ai rapporti tra Stato italiano e Vaticano. «Lo Stato italiano», spiega Lettieri, «non è laico ma concordatario, si toglie alcune prerogative per darle a una religione dominante»
Secondo la Cei, “risulta ignorato o trascurato il molteplice significato del crocifisso, non è solo simbolo religioso ma anche segno culturale. Non si tiene conto del fatto che l’esposizione nei luoghi pubblici è in linea con il riconoscimento dei principi del cattolicesimo come ‘parte del patrimonio storico del popolo italiano’, ribadito dal Concordato del 1984″.
I presidenti delle Camere. ”La laicità delle istituzioni – ha osservato Gianfranco Fini – e’ cosa ben diversa dalla negazione del cristianesimo nella società italiana”. Renato Schifani ha espresso ”grande amarezza” per la sentenza: ”Sarebbe un errore drammatico – ha spiegato – fare dell’Europa uno spazio vuoto di simboli, di tradizioni, di cultura”.
”Il crocifisso – ha detto Pier Ferdinando Casini – e’ un patrimonio civile di tutti gli italiani, perché e’ il segno dell’identità’ cristiana dell’Italia e anche dell’Europa”
Ma c’e’ di più: alcuni esponenti cattolici del Pd criticano il governo per come ha difeso a Strasburgo la posizione italiana. ”Quando un Paese perde all’unanimità’ davanti alla Corte di Strasburgo – ha detto il senatore e costituzionalista Stefano Ceccanti – al di la’ del giudizio di merito sulla sentenza stessa, bisogna anche chiedersi se ha presentato bene le sue ragioni. La memoria del governo e’ suicida perché usa come argomento chiave di fronte a una Corte quello che e’ un argomento di rapporti di forza politici: ‘la necessità di trovare un compromesso con i partiti di ispirazione cristiana’, come a dire che la norma sarebbe illegittima ma che e’ necessario mantenerla per ragioni politiche. Argomento confutato infatti in modo netto e agevole dalla Corte”.
Sulla stessa linea Pierluigi Castagnetti e Beppe Fioroni, ex ministro dell’Istruzione. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano, interpellato da Ceccanti su chi fosse il responsabile della ”memoria suicida”, ha risposto di non saperlo
“I crocifissi non possono essere tolti dalle aule”, sostiene Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp)
“Lo stabilisce il Concordato, Strasburgo ne dovrebbe tener conto”
Roma, 3 nov. (Apcom) – La decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo non può avere seguito in Italia perché “le singole scuole si devono attenere alla norma del Concordato tra Stato e Chiesa” che prevede appunto i crocifissi nelle aule, “norma concordataria oltretutto ripresa dalla Costituzione”. Per Rembado “è una questione non solo di grande sensibilità individuale, ma che coinvolge anche responsabilità politiche: la presenza in aula dei crocifissi esiste nella misura in cui c’è alle spalle un Concordato tra Stato e Vaticano per i rapporti tra stato e chiesa. È un problema che va al di là delle questioni che attengono alle determinazioni delle singole scuole”. Per cambiare la situazione “ci dovrebbe essere o un nuovo concordato o una nuova ‘intesa’ tra Stato e Chiesa cattolica. In ogni caso – conclude Rembado – la Corte europea avrebbe dovuto tener conto delle norme costituzionali dell’Italia”.
Quella di Strasburgo e’ una sentenza assurda con motivazioni risibili. In Italia, per esempio, in tutti gli edifici pubblici e’ esposta la foto del Capo dello Stato, simbolo dell’Unita’ Nazionale e questo vale per i repubblicani e per i monarchici, per chi l’ha eletto e chi no, per chi ha condiviso le sue idee politiche e chi le ha combattute”. Lo dichiara il sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi.
‘La nostra reazione non può che essere di deplorazione’, insiste il card. Bertone dopo la sentenza di Strasburgo sul crocifisso a scuola. ‘Io dico – osserva il segretario di Stato vaticano apprezzando il ricorso del governo – che questa Europa del terzo millennio ci lascia solo le zucche delle feste recentemente ripetute e ci toglie i simboli più cari. Questa e’ veramente una perdita e ora dobbiamo cercare di conservare i segni della nostra fede per chi crede e per chi non crede.
A Catania, un grande crocifisso, campeggia da stamane sulla facciata del teatro Massimo Bellini. La decisione e’ del sovrintendente Antonio Fiumefreddo dopo la pronuncia di ieri da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo contro la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche italiane.
“La decisione della Corte di Strasburgo -ha detto Fiumefreddo- offende l’identità millenaria dei cristiani e ferisce la storia di tolleranza e di libertà dell’Europa”. Per il sovrintendente del Teatro Bellini “una società e’ autenticamente libera se a ciascuno e’ data la libertà di esprimersi mentre illiberale e desolante e’ quella società in cui occorre nascondersi per legge”
“Abbiamo il crocifisso in tutte le classi e anche in presidenza – dice Guido Campanili, preside dell’l’Itc Bodoni (l’istituto parmigiano che ha la più alta presenza di studenti stranieri) – e non ci siamo mai posti il problema, non c’è mai stata alcuna richiesta perché venisse tolto. Se mai venisse cancellata la norma, lo toglieremo, ma per ora deve essere esposto, come la bandiera tricolore”
Il sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato (pdl) ha scritto ai dirigenti scolastici degli istituti operanti sul territorio comunale di sua competenza, invitandoli ad apporre il crocefisso, laddove già non ci fossero, rispondendo in questa maniera a chi, invece, vuole levarli.
‘Ho chiesto con cortesia un gesto da parte di tutti gli istituti scolastici – ha affermato Zoccarato -. Non e’ un obbligo, ma mi auguro che questa mia richiesta sia presa in considerazione dalle scuole di Sanremo. E’ una forte idea di libertà, che per me vuol dire che come noi lasciamo apparire le moschee e ci siamo sempre comportati con rispetto verso tutte quelle religioni, dobbiamo anche difendere con convinzione le nostre radici cristiane e non vergognarci di quello che siamo e di quello che rappresenta la nostra storia. Credo che sia un piccolo gesto molto apprezzato dai nostri concittadini’. Zoccarato, poi, aggiunge: ‘Ho anche pensato di mettere un crocefisso e la bandiera italiana all’ingresso del Comune, dove mi sono accorto, grazie anche a questa polemica, che non mancavano’
il sindaco di Galzignano Terme, Riccardo Roman, scuola Udc, ha sfoderato l’arma finale: un’ordinanza con cui si dispone, se mai non fosse già esposto, «l’immediata affissione del crocifisso in tutti gli edifici pubblici presenti nel territorio di questo comune, quale espressione dei fondamentali valori civili e culturali dello Stato italiano».
Non solo. Richiamandosi ai poteri che gli vengono conferiti dal testo unico sull’ordinamento degli Enti locali, Roman ha stabilito che gli agenti della polizia locale dovranno controllare, nelle prossime due settimane, la puntuale osservanza delle disposizioni sindacali. In caso contrario, i trasgressori saranno puniti con una sanzione di 500 euro.
Cinquecento euro di multa a chi toglierà il crocifisso dall’aula. E’ quanto prevede un’ordinanza del sindaco di Scarlino (Grosseto).Maurizio Bizzarri, eletto nelle liste del Pd, chiede di mantenere il crocifisso nelle aule delle scuole del Comune come espressione dei fondamentali valori civili e culturali del Paese, perlomeno fino all’esito del ricorso alla Corte europea presentato dallo Stato italiano. Bizzarri spiega inoltre che il crocifisso non intacca i principi di laicità dello Stato
Anche il segretario dello Snals, Marco Paolo Nigi, prende posizione in senso nettamente contrario alla sentenza europea: “vorremmo che il crocifisso rimanesse perché non è solo un simbolo religioso, ma della nostra religione cattolica che fa parte della Costituzione. Non vedo perché togliere un emblema così importante che non è solo un fatto di fede. Quello che dice l’Europa lo capisco perché hanno altre costituzioni, ma in Italia ci sono i Patti lateranensi“
“È una sentenza per noi assolutamente inaccettabile”, ha detto il premier.
“L’Italia è un Paese in cui il cristianesimo è la sua stessa storia, lo sappiamo da sempre”, ha risposto Berlusconi a un parroco che regalandogli un crocifisso ha detto: “Questo crocifisso viene da Gerusalemme, vorrei che lo portasse alla Corte europea“.
Parlando alla Vita in diretta su RaiUno, Berlusconi ha poi aggiunto: “Io mi ero battuto già in sede di formazione della nuova Costituzione europea per il riconoscimento delle radici giudaico-cristiande europee. I Paesi laici o estremamente laici come la Francia, nella persona dell’allora presidente [Jacques] Chirac, si erano opposti non si riuscì a convincerli. Ora c’è un ulteriore passo avanti negando che l’Europa abbia queste radici cristiane”.
L’Italia, continua il premier, è un “Paese dove tutti non possiamo non dirci cristiani [...], ovunque si incontra un segno della cristianità”.
La sentenza “fa dubitare del buonsenso di questa Europa”
il Presidente emerito Cossiga,
il 5 novembre su Radiodue alle 13:20 è intervenuto sostenendo che i giudici europei bevono troppa birra e che per coerenza alla sentenza bisognerebbe abbattere tutte le chiese.
“Non lo leveremo il crocifisso, possono morire, il crocifisso resterà in tutte le aule della scuola, in tutte le aule pubbliche, possono morire. Possono morire, loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla”. Così il ministro della Difesa, Ignazio La Russa
se avete letto tutto senza vomitare, siete di stomaco forte.
VIA I CROCIFISSI!
novembre 3, 2009 di rean46
Via i crocifissi dai luoghi pubblici!
Secondo la Corte europea la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce “una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”.
LA RICORRENTE - La cittadina che ha fatto ricorso alla Corte di Strasburgo è Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana originaria della Finlandia: nel 2002 chiese all’istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule in nome del principio di laicità dello Stato. Dalla direzione della scuola arrivò risposta negativa e a nulla valsero i ricorsi della Lautsi. A dicembre 2004 il verdetto della Corte Costituzionale, che ha bocciato il ricorso presentato dal Tar del Veneto. Il fascicolo è quindi tornato al Tribunale amministrativo regionale, che nel 2005 ha a sua volta respinto il ricorso, sostenendo…
Già si grida che la corte di Strasburgo favoreggia il male e satana (e i comunisti).
Pronta la replica del Vaticano: «Dobbiamo valutare la sentenza»
Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini (Pdl): «La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione». Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc: «È la conseguenza della pavidità dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione europea. È il segno dell’identità cristiana dell’Italia e dell’Europa». Paola Binetti (Pd): «Spero che la sentenza sia semplicemente orientativa, che si collochi cioè nel rispetto delle credenze religiose». Il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia (Lega): «Mi schiero con chi si sente offeso da una sentenza astratta e fintamente democratica e che offende i sentimenti dei popoli europei nati dal cristianesimo».
Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti: «Un grande giorno per la laicità italiana. Siamo dovuti ricorrere all`Europa per avere ragione, ma finalmente la laicità dello Stato italiano trova conferma». Piergiorgio Bergonzi, responsabile scuola dei Comunisti italiani: «È un forte monito per riaffermare il valore della laicità della scuola e dello Stato».
Un paese civile è quello in cui la laicità nella scuola è un fatto acquisito per cultura e ribadito per legge e non messo in legge, sperando che la cultura arrivi.
Pur tuttavia permangono seri dubbi perché in una futura normativa a riguardo, la chiesa, i politici filo cattolici e la minoranza cattolica integralista, faranno un gran baccano e la sentenza verrà disattesa. Si preferirà subire delle sanzioni piuttosto che scontentare il clero.
Uno stato civile lo crea la stessa collettività e mai nella speranza che arrivino altri ad imporlo.-
Per essere atei bisogna studiare. Per essere credenti basta anche l’ignoranza.
Er Cicoria ha fatto le valigie!
ottobre 29, 2009 di rean46
Il grande centro!
Francesco Rutelli lascia il P.D.!-
Questa e’ la migliore notizia del 2009, andandosene Rutelli, sicuramente Binetti e lo sparuto gruppo dei teodem lo seguiranno a ruota.
I più esultano ed io con loro. Questa è un ottima notizia, non è ancora sicuro, ma è l’unica possibilità per avere in Italia una specie di partito laico…depurare il PD dai teodem…almeno il PD potrebbe sviluppare con coerenza una laicità interna maggiore come desiderata da Ignazio Marino!

Da un sondaggio di TG La7 il 98% esulta per l’uscita di Rutelli!
prima RADICALE, da non credere!
poi Verdi
poi ulivista
poi margherita
poi PD-ino
ora vorrebbe aderire all’ UDC !
Una deriva a destra allucinante quanto quella di Capezzone!
Il “bello guaglione” e “voltagabbana” Francesco Rutelli, lo dice forte e chiaro: “Il Pd è un partito mai nato. E il congresso lo conferma, è solo una lotta di potere interno, con uno scollamento clamoroso tra questo partito e il paese”. Mentre quasi 3 milioni di cittadini eleggono Bersani nuovo segretario del P.D.
Simpatico o antipatico, l’ex capo della Margherita (che la sciolse per fondersi con i Ds e fare il Pd) è oramai un “estraneo” del Pd, un separato in caso già con le valige in mano.
L’israeliana centrista/riformista Kadima (l’alleanza fra i conservatori di Ariel Sharon e i laburisti di Simon Peres) è l’obiettivo a cui guarda Rutelli, una mano tesa trasversalmente a Casini, Montezemolo, Draghi, addirittura Pisanu e Fini. Verso approdi più sicuri per nuovi progetti e veleggiare verso l’ignoto.
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Avete approfittato dei secoli di ignoranza, di superstizione e di demenza, per spogliarci delle nostre eredità, metterci sotto i piedi, ingrassarvi con i beni degli sventurati: badate che non venga il giorno del trionfo della ragione!.
Un premier “canterino menestrello”!.
ottobre 18, 2009 di rean46
Lo “psiconano” è sempre felice e gioioso!
Ogni giorno, inventa sempre un motivo, occupa le prime pagine dei giornali. Allergico alla “giustizia terrena” e alle “aule dei tribunali”, è un “canterino menestrello”, “Figaro qua, Figaro là”, è di casa a Porta a Porta.

Un premier "barzellettiere e canterino menestrello".
Il caso Mills, ultima sua avventura giudiziaria, è di una gravità eccezionale. No, Berlusconi non si presenterà mai in un tribunale di sua volontà. Semmai andrà ancora una volta a “Porta a Porta” davanti a giornalisti compiacenti. E quando, fra cento anni, si troverà davanti al Giudice Supremo, ci sarà un Ghedini pronto a presentare istanza di ricusazione.
E’ a tutti nota la richiesta avanzata dal pool degli avvocati del collegio difensivo di spostare indietro nel tempo, nel 1998 anziché nel 2000, il giorno della consumazione del reato di corruzione creando così le condizioni perché la Corte d’Appello pronunci l’intervenuta prescrizione del reato.
Quella di cui, quasi sicuramente, beneficerà il premier “canterino menestrello” grazie al nuovo processo a suo carico e di cui – come ha sempre fatto – altrettanto sicuramente si avvarrà.
Premetto che queste sono informazioni facilmente reperibili in Internet, di alcune le TV hanno parlato di altre hanno solo accennato. Il numero di siti che riportano questo stringato Curriculum è notevole, basta ricercare una qualsiasi delle frasi seguenti con un motore di ricerca come Google. Suppongo quindi sia un curriculum vero che tutti gli agenti di polizia abbiano sui loro terminali come avranno il mio (ancora bianco).
Ricordo che molti sospetti non fanno né una certezza né una condanna e quindi il Presidente Berlusconi ha la fedina penale pulita. Per adesso risultano solo condanne (4) di primo grado e che nei successivi gradi si sono risolte con assoluzioni per vari motivi tra cui la prescrizione. Anche qui occorre precisare che le diverse condanne in primo grado non sporcano la fedina.
Comunque sia credo che i titoli che vedrete, di seguito, in neretto siano i nomi dei fascicoli giudiziari mentre la descrizione suppongo appartenga a quel giornalista apparso nella trasmissione di Luttazzi: Marco Travaglio. Mi risulta che abbia avuto molte querele e che non ostante questo il suo libro sia ancora in libera vendita, quindi si deve convenire che le sue frasi corrispondono a verità per la magistratura. Se non fosse così prego di informarmi.
Il giornale della Lega Nord La Padania riporta alcuni vecchi procedimenti giudiziari, l’articolo è del giornalista Max Parisi datato 30 agosto 1998, mancano tutti i procedimenti giudiziari aperti dal 1998 in poi. Probabilmente esistono altre fonti ufficiali di tale curriculum, fonti mai smentite e più recenti ma il mio tempo da dedicare a questo argomento è poco.
I dati di fatto dovrebbero essere i seguenti:
- Traffico di droga
Nel 1983 la Guardia di Finanza, nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di droga, aveva posto sotto controllo i telefoni di Berlusconi. Nel rapporto si legge: «È stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane.
Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo…». L’indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata. - Falsa testimonianza sulla P2
La prima condanna di Silvio Berlusconi da parte di un tribunale arriva nel 1990: la Corte d’Appello di Venezia lo dichiara
colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla lista P2. Nel 1989, però, c’era stata un’amnistia, che estingue il reato. - Tangenti alla Guardia di finanza
Berlusconi è accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di Finanza, per ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società (Mondadori, Videotime, Telepiù…).
In primo grado è condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti generiche: così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la quarta (Telepiù), l’assoluzione è concessa con *formula dubitativa* (comma 2 art. 530 cpp). - Tangenti a Craxi (All Iberian 1)
Per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi, passati attraverso la società estera All Iberian, in primo grado è condannato a 2 anni e 4 mesi. In appello, a causa dei tempi lunghi del processo scatta la *prescrizione* del reato.
La Cassazione conferma. - Falso in bilancio (All Iberian 2)
Berlusconi è rinviato a giudizio per aver falsificato i bilanci Fininvest. Il dibattimento, dopo molte lungaggini e schermaglie procedurali, è in corso presso il Tribunale di Milano. - Consolidato gruppo Fininvest (All Iberian 3)
La Procura della Repubblica di Milano ha indagato sulla rete di società estere del gruppo Fininvest (Fininvest Group B), contestando falsi in bilancio e operazioni che hanno generato un migliaio di miliardi di fondi neri. Sta per essere formalizzata la richiesta di rinvio a giudizio. - All Iberian (2 o 3)
Silvio Berlusconi e tre ex dirigenti della Fininvest sono stati assolti al termine del processo All Iberian iniziato nel 1995, in cui erano imputati per falso in bilancio e false attestazioni, perché stando alla nuova normativa sui reati delle società, i fatti non sono più considerati come reati dalla legge. Si noti che tale legge è stata fatta dal governo avente come Primo ministro lo stesso Berlusconi Silvio. Fonte. - Caso Lentini
Berlusconi è stato rinviato a giudizio per aver deciso il versamento in nero di 6 miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, per l’acquisto del calciatore Gianfranco Lentini. Il dibattimento è in corso presso il Tribunale di Milano. - Medusa cinematografica
Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d’acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, la Corte gli ha riconosciuto le attenuanti generiche: è così scattata la prescrizione del reato. - Terreni di Macherio
Berlusconi è accusato di varie irregolarità fiscali nell’acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è per alcuni reati assolto, per altri scatta la prescrizione. In appello è confermata la sentenza di primo grado. - Lodo Mondadori
Berlusconi è accusato di aver pagato i giudici di Roma per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice. Il giudice dell’udienza preliminare ha deciso l’archiviazione del caso, con *formula dubitativa*. La Procura ha fatto ricorso alla Corte d’appello, che ora dovrà decidere se confermare l’archiviazione o disporre il rinvio a giudizio di Berlusconi, Cesare Previti e del giudice Renato Squillante. - Toghe sporche-Sme
Berlusconi è accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l’acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante. Il processo di primo grado è in corso presso il Tribunale di Milano. - Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest
Berlusconi era accusato di aver indotto la Rai, da presidente del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare. - Tangenti fiscali sulle pay-tv
Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l’Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay-tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare. - Stragi del 1992-1993
Le procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze, indagano da molti anni sui «mandanti a volto coperto» delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). Le indagini preliminari sull’eventuale ruolo che Berlusconi e Dell’Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni o richieste di archiviazioni. Continuano però indagini per concorso in strage contro ignoti. - Telecinco in Spagna
Berlusconi, Dell’Utri e altri manager Fininvest, responsabili in Spagna dell’emittente Telecinco, sono accusati di frode fiscale per 100 miliardi e violazione della legge antitrust spagnola. Sono stati rinviati a giudizio su richiesta del giudice istruttore anticorruzione di Madrid, Baltasar Garzon Real. Dopo varie sospensioni del processo il giudice ha deciso per l’assoluzione perché il fatto non sussiste. - Compravendita della SME
Berlusconi è stato assolto per prescrizione. Dal conto corrente della Fininvest a quello del giudice Squillante attraverso un altro di Cesare Previti, sono transitati 500 milioni di lire nel 1991. Il giudice ha emesso la sentenza nel 2004: è stato un atto di corruzione da parte di Berlusconi Silvio verso il giudice Squillante. Per altri fatti la prova è contraddittoria oppure è insufficiente o manca. In un caso l’assoluzione è completa. Fonte. - Caso David Mills
Berlusconi ha fatto versare nel 1997 da Carlo Bernasconi, manager della Fininvest, “non meno di 600 mila dollari” sui conti svizzeri dell’avvocato inglese David Mills “affinché dichiarasse il falso nel processo per le tangenti Fininvest alla Finanza e in quello All Iberian”. David Mills è stato condannato il 17/02/2009 a 4 anni e 6 mesi per falsa testimonianza a copertura di Silvio Berlusconi. Il corruttore (Berlusconi Silvio) prima non era processabile per il Lodo Alfano votato dallo stesso governo Berlusconi, oggi è sotto processo perchè la Corte Costituzionale l’ha annullato in quanto incostituzionale. Fonte - Frode fiscale (rinvio a giudizio)
Berlusconi è imputato in frode fiscale. Il principale indagato è però Fedele Confalonieri per evasione di 13.3 milioni di euro per costituire fondi neri relativi ai diritti TV di Mediaset, avrebbe commesso l’illecito in concorso con diverse persone tra cui Berlusconi Silvio. Fonte.
Attualmente Silvio Berlusconi è un parlamentare della Repubblica italiana, leader di Forza Italia (ora Popolo delle libertà e Presidente del Consiglio italiano. L’onorevole Berlusconi ricopre inoltre molte altre cariche tra cui la presidenza della squadra di calcio Milan ed è proprietario di Mediaset, il più grande gruppo privato televisivo in Italia e controlla gran parte dei giornali.
Se ci fosse la voglia di fare una ricerca nell’archivio de La Repubblica troverete gli articoli dei giornalisti relativi alle sentenze definitive di Berlusconi.
Segnalo che la pagina su wikipedia che riguarda Berlusconi è bloccata da molto tempo per controversie dei rispettivi fan politici, esiste la pagina delle bozze che sullo stesso personaggio da una raffigurazione aggiornata agli ultimi eventi.
Canale 5 ”pedina” il giudice Mesiano!
ottobre 18, 2009 di rean46Il giudice Raimondo Mesiano è responsabile della sentenza di risarcimento da parte della Fininvest alla Cir di De Benedetti di 750 milioni di euro per la vendita truccata della Mondadori. Nel 2007 una sentenza della Cassazione condannò Previti. Cesarone corruppe un giudice e la Mondadori finì, per coincidenza, alla Fininvest. Lui prima in galera e poi ai servizi sociali. Ora è stato quantificato il danno. Casi della vita, casi di corruzione: 2,7 milioni di dollari pagati a suo tempo a un giudice per una sentenza favorevole.

Un premier detto "mister prescrizioni"
Nella sentenza di Mesiano è riportato: “Sarebbe naturalmente fuori dell’ordine naturale degli accadimenti umani che un bonifico di circa 3 miliardi di lire sia disposto ed eseguito, per le dimostrate finalità corruttive, senza che il “dominus” della società, dai cui conti il bonifico proviene, ne sia a conoscenza e lo accetti”. “E’ noto che Fininvest spa è società appartenente alla famiglia Berlusconi, il cui azionariato è suddiviso all’interno di una ristretta cerchia di soci”.
Il tuo avvocato corrompe un giudice per una sentenza ad hoc con una cifra enorme, tre miliardi di vent’anni fa, e tu non dovresti saperne nulla? Tu che sei l’utilizzatore finale della sentenza?
Lo psiconano ha buttato lì, nei giorni scorsi, a Benevento che sul giudice Mesiano: “Se ne sentiranno venir fuori delle belle”.
Detto-fatto. Il giudice Mesiano è stato seguito da Canale 5 mentre si recava dal barbiere. Il pezzo è un’istigazione alla risata convulsa o forse all’intimidazione di giudice di stampo piduista.
Alcuni brani di accompagnamento del “servizietto”:
“…alle sue stravanganze (quali? ndr) siamo già abituati… passeggia l’uomo Raimondo Mesiano passeggia per le strade milanesi… davanti al suo barbiere di fiducia è impaziente… non riesce a stare fermo… avanti e indietro… si ferma… aspira la sua sigaretta e ancora avanti e indietro (muove solo pochi passi e sembra molto tranquillo, ndr) … prima di uscire dal nostro campo visivo (forse l’espressione “pedinamento” è più appropriata. ndr) ci regala un’altra stranezza (ancora? ndr)… guardatelo seduto su di una panchina, camicia, pantalone blu, scarpe bianche e calzino turchese (però che giudice strano, ndr)”.
Da: Il Grillaccio che ama alla follia “PAPI”.-
Clicca: Canale 5 ”pedina” il giudice Mesiano
Clicca: Il giudice Mesiano “Stravaganti i suoi comportamenti”
- E’ evidente che viene mandato un messaggio ai “tele-sudditi” italiani.
Mesiano è:
- una persona che commette continue stravaganze;
- una persona nervosa, che fuma molto e veste male;
- una persona che ha ottenuto una promozione e aumento di stipendio immeritati.
PER CUI, QUELO CHE ENTRA NELLA TESTA DELLO SPETTATORE MEDIO DI “MATTINO CINQUE” E’:
- la sentenza di questo Mesiano contro Berlusconi è probabilmente una sua ennesima stravaganza;
- ha ragione Berlusconi quando dice che la giustizia italiana va completamente riformata perché non si può promuovere un individuo del genere.
Ecco fatto l’ennesimo gioco delle “tre carte”.-
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“Calunniate, calunniate, qualcosa resterà” (Goebbels)
FRODE FISCALE
settembre 30, 2009 di rean46

Una delle tante porcate, e non sarà sicuramente l’ultima.
I soliti che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo ringraziano,soprattutto gli elettori del Pdl,almeno quelli che sono corretti con l’erario,e mi chiedo come possano votare una coalizione del genere…
300 MILIARDI DI EURO torneranno in Italia protetti dallo scudo fiscale di Tremorti. Lo Stato incasserà il 5% per il condono. Soldi di cui non si sa nulla, con tutta probabilità mai tassati. Di chi sono questi capitali? Conoscete qualche operaio, impiegato, elettricista, meccanico, parrucchiere con decine di milioni in qualche paradiso fiscale? Insomma, conoscete qualche LAVORATORE che godrà dello scudo di Tremorti? Chi paga le tasse al 15/27/35/50% ha diritto di sapere nomi e cognomi degli esportatori di capitali e le origini del malloppo. Vogliamo la lista pubblicata sui giornali per legge, altro che impunità e anonimato.





