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Il Comune di Ribera non licenzierà i “fannulloni”.-

Maggio 31, 2008

Il Comune di Ribera, non licenzierà i “Fannulloni”. Sono “Fannulloni e Scansafatiche” per scelta politica di tutti i sindaci che si sono succeduti negli ultimi 10/15 anni.  Una cosa è certa: per almeno 20/30 anni non effettuerà assunzioni, nemmeno precarie. Quanti sono gli impiegati al comune di Ribera? Ho inoltrato apposita richiesta per avere dati certi sul numero e l’incidenza del loro costo sul bilancio comunale. Sono in attesa. Tanti cittadini si chiedono quanti siano: 400, 420 non è facile saperlo. Certamente se questi sono i numeri, Ribera è il comune con il più alto organico e la più alta presenza  di impiegati precari  con contratto a termine, puntualmente rinnovato, di volta in volta,  alla scadenza. Le casse comunali sono al verde. Ho visto il sindaco Nino Scaturro, un po’ pallidoccio quasi preoccupato, rischia di mettere le stanghe al portone del comune. 20 impiegati comunali ogni mille abitanti è un  numero che contrasta scandalosamente con la sua ottima posizione e concentrazione demografica-territoriale di tutti i servizi comunali. Il Comune non ha taluni uffici per necessità del paese e risorse per i servizi sociali  da destinare ai  cittadini, ma utilizza uffici e risorse per sistemare e  per pagare i suoi impiegati  che si grattano le p…e dalla mattina a sera?. Gli uffici scoppiano di precari e non …  35 vigili urbani? Soffrono di una grave e perniciosa  solitudine! Li vedete  in sevizio a due, a tre, a quattro col rischio di  essere causa di probabili ingorghi pedonali! Il “Giovedì del Vigile” viene chiamata la giornata degli acquisti …di questi signori in divisa tra le bancarelle del mercato del giovedì. Fortuna per noi che le consorti del primo cittadino e del capogabineto abbiano rifiutato di fare le vigilasse… puntato i piedi per non …stare in strada a regolare il traffico?….Hanno ritenuto più comodo stare gomito a gomito nel palazzo di città con i propri mariti e dare, con le loro bellezze, lustro e decoro agli uffici comunali. Non c’è certezza  che abbiano attribuito a loro il compito di  regolare i pesanti rintocchi dell’ora del campanile della “res publica”. Perché potremmo dare loro il merito che Ribera ha l’ora comunale più precisa della provincia.  Ma certamente detiene la “palma d’oro”, per  numero di “fannulloni e nullafacenti”, tra il  personale che opera al reparto della  solidarietà sociale.  Tali  Uffici di via Piemonte n° 2, esempio aureo ed  eclatante,  sono  costituiti da un esercito di impiegati di ruolo e  precari…13 scrivanie! ….5 assistenti sociali!….a rinfrancar l’umore di alcuni  colleghi d’ufficio presi da una nera e malavoglia disposizione dell’animo, altri  da uno spossante morbo del “tedium vitae”. Altra  moltitudine resta a  “vagar senza saper i motivi di questo atroce vagar”… per i numerosi e spaziosi locali!. Qualcuno ancora… si intrattiene  all’ingresso a giocar con il  fumo di sigaretta ed oramai esperte a liberare, con  modulati cerchi concentrici, probabili segnali e messaggi indiani. Tre sono i motivi di questo terribile e catastrofico stato di cose: 

-         un gran numero di precari dequalificati e ignoranti;

-         dirigenti promossi tali, nella quasi generalità, non per concorso specifico,ma per incarico di   partito;

-         mal pagati;

 Dimmi che tessera di partito hai e ti dirò quanto fannullone sei.

 E’ un classico all’italiana e a suo tempo è stata un’operazione svolta in ugual misura dall’ex dc e dall’ex pci, dividendosi le regioni italiane. Nulla di nuovo sotto il sole, ahinoi…
E’ inevitabile quindi che ci sarà un forte tesseramento verso PdL & C., con una probabile variazione di rotta anche del sindacato, noto per aver portato acqua al mulino dei partiti parlamentari, invece di interessarsi delle questioni relative ai contratti dei lavoratori.
Siamo in Sicilia/Italia, dove tutto si vorrebbe che cambiasse in meglio  per non cambiare nulla.
Ma cosa dicono gli interessati: - se si dovessero licenziare i fannulloni, pagati con le tasse dei lavoratori, i primi dovrebbero essere i parlamentari, dato che di media “lavorano” 8 ore alla settimana. (a 2.500 euro l’ora di paga circa). Quindi che Brunetta, “nano di cervello”, (la statura di un uomo non si misura in cm. , ma in idee concretizzate), prima lavi i panni sporchi del parlamento. Dando il buon esempio potrebbe benissimo licenziarsi, visto il suo passato di consigliere economico dei governi : Craxi, Amato e Ciampi. Dati i risultati economici dei suddetti governi di cui è stato consigliere, si  augurano venga licenziato al più presto.

PAPA RATZINGER DA SEMPRE CONTRO I GAY.

Maggio 28, 2008

Da esperienze e fatti vissuti:  

a)  gli alti prelati vaticani considerano  

    l’omosessualità una “malattia”;

                                                                                                        

b)     l’omosessualità, secondo il Vaticano, va curata;

 

c)  è possibile organizzare incontri di grandi dimensioni con parroci per istruirli sulle terapie riparative e su come curare l’omosessualità: basta non pubblicizzarli ufficialmente e tenerli in località poco esposte;

 

d)     in generale, il pensiero del Vaticano nei confronti dell’omosessualità risulta essere molto più negativo di quanto non compaia nella dottrina ufficiale.

 C.C.  SCRIVE:

E’ del 10 aprile 2008 l’ultimo affondo di Papa Ratzinger sui gay, accusati durante l’angelus di essere la causa della diminuzione del numero dei matrimoni, dell’aumento dei divorzi e del decremento della natalità. Ma la sua carriera è costellata da feroci attacchi agli omosessuali.Ratzinger arriva al vertice del Sant’Uffizio (l’ex Inquisizione) nel 1981. Negli anni precedenti numerosi religiosi cattolici avevano messo in discussione le millenarie teorie omofobe della chiesa romana. Il gesuita John Mc Neil, nel libro ”La chiesa e l’omosessualità”, sosteneva che l’interpretazione cattolica del flagello inviato da Dio sulla città di Sodoma era errato: Goeva non intendeva condannare l’amore tra persone dello stesso sesso, ma la violazione delle sacre leggi dell’ospitalità. Padre Charles Curran, professore di teologia morale all’università cattolica di Washington sosteneva che gli omosessuali non sono responsabili della propria condizione e devono perciò essere accettati come sono e vivere senza discriminazione alcuna. E’ in questo contesto ha inizio la campagna di papa Ratzinger contro i gay. 

Nel 1986 promulga la lettera ai vescovi sulla cura pastorale delle persone omosessuali, di cui riportiamo alcuni passi: 

“l’omosessualità, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata” 

“l’attività omosessuale impedisce la propria realizzazione e felicità perché è contraria alla sapienza creatrice di Dio”

“benché la pratica dell’omosessualità stia minacciando seriamente la vita e il benessere di un gran numero di persone, i fautori di questa tendenza non desistono dalla loro azione”

“dev’essere comunque evitata la presunzione infondata e umiliante che il comportamento omosessuale delle persone omosessuali sia sempre e totalmente soggetto a coazione e pertanto senza colpa”

“la “tendenza sessuale” non costituisce una qualità paragonabile alla razza, all’origine etnica, ecc. rispetto alla non-discriminazione” 

“vi sono ambiti nei quali non è ingiusta discriminazione tener conto della tendenza sessuale: per esempio nella collocazione di bambini per adozione o affido, nell’assunzione di insegnanti o allenatori di atletica, e nel servizio militare”

“tutte le persone hanno il diritto al lavoro, all’abitazione, ecc. Nondimeno questi diritti non sono assoluti. Essi possono essere legittimamente limitati a motivo di un comportamento esterno obiettivamente disordinato. Ciò è talvolta non solo lecito ma obbligatorio, e inoltre si imporrà non solo nel caso di comportamento colpevole ma anche nel caso di azioni di persone fisicamente o mentalmente malate. Così è accettato che lo stato possa restringere l’esercizio di diritti, per esempio, nel caso di persone contagiose o mentalmente malate, allo scopo di proteggere il bene comune”

E’ su questo documento che si basa tutta la politica cattolica che mira alla discriminazione degli omosessuali sia all’interno della chiesa che, cosa ben più grave, nel diritto e nella vita comune. Una persecuzione senza limiti sul piano privato e su quello pubblico. E’ lo stesso Ratzinger a ribadire che i gay vanno discriminati in una raccomandazione inviata nel 1992 ai vescovi USA che prende di mira le campagne per l’introduzione di una legge anti discriminazione.Nel 1995 Ratzinger inquisisce una suora e un sacerdote americano. Suor Jeannine Gramick e Padre Robert Nugent operano dal 1977 per riconciliare lesbiche e gay cattolici con la vasta comunità dei credenti. La sentenza arriva nel 1999 e sancisce il divieto per i due religiosi di svolgere attività pastorale nei confronti delle persone omosessuali e l’inelegibilità a vita negli uffici dei rispettivi ordini religiosi.

Nel 2003 Ratzinger diffonde il testo  “Considerazioni circa il riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali”, di cui riportiamo un passaggio illuminate:  

 

affermare chiaramente il carattere immorale di questo tipo di unione; richiamare lo Stato alla necessità di contenere il fenomeno entro limiti che non mettano in pericolo il tessuto della moralità pubblica e, soprattutto, che non espongano le giovani generazioni ad una concezione erronea della sessualità e del matrimonio, che le priverebbe delle necessarie difese e contribuirebbe, inoltre, al dilagare del fenomeno stesso. A coloro che a partire da questa tolleranza vogliono procedere alla legittimazione di specifici diritti per le persone omosessuali conviventi, bisogna ricordare che la tolleranza del male è qualcosa di molto diverso dall’approvazione o dalla legalizzazione del male”

Nel 2004 viene pubblicato uno degli ultimi documenti di Ratzinger quale prefetto del Sant’Uffizio. Si tratta della ”lettera ai vescovi sulla collaborazione dell’uomo e della donna nella chiesa e nel mondo ”, un concentrato di sessuofobia omofoba.Nel 2005 inizia l’ispezione di 229 seminari americani: l’obiettivo è di cacciare i gay. La notizia riservata viene diffusa da New York Times e la chiesa ammette. E’ stato Ratzinger a dare il via alle purghe con un documento approvato ad agosto che sarebbe dovuto rimanere segreto. Ormai scoperto, il papa lo renderà pubblico nel mese di novembre. L’Istruzione si intitola ‘Criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al seminario e agli ordini sacri”. La chiesa romana: 

“non può ammettere al seminario e agli ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay”

Alleluia!…Maggio il mese delle madonne!

Maggio 23, 2008

Gli altarini del profondo sud…ovvero   maggio il mese   delle madonne celebrato in modo irrituale in taluni  Uffici Comunali di Ribera.

Si è potuto costatare di persona che, nel mese di maggio, taluni uffici comunali sono stati addobbati e “parati a festa” nella ricorrenza del “mese delle Madonne”. Il fenomeno ha avuto un’esplosione inarrestabile da quando è sindaco Nino Scaturro.  In particolar modo presso gli Uffici Finanziari, e non solo, colpisce in maniera forte ed evidente di non trovarsi in un ufficio pubblico, ma similmente in un edificio consacrato, dedicato all’esercizio pubblico di atti di culto religioso cristiano. Il luogo di servizio pubblico diventa così un istante di raccoglimento, di meditazione  e di preghiera. Questi siti comunali sono definiti “luoghi santi” dal momento che sono  le  “roccaforti” degli altarini delle Madonne ed anche per i richiami logistici delle sue apparizioni, fortemente evidenziati  con immagini murali. Si va dal ricco e variegato “made in Italy” con la Madonna dell’Addolorata, Madonna dell’Arco, Madonna assunta al Murillo, Madonna Ausiliatrice, Madonna del Divino Amore, Madonna del Carmine,  Madonna delle Grazie, Madonna Miracolosa, Madonna Miracolosa con le mani giunte, Madonna dei Miracoli (silouette), Madonna della Pietà, Madonna della pietà con Croce, Madonna di Pompei, Madonna della Rosa Mistica, Madonna del sacro cuore di Maria Vergine, Madonna di Castelpetroso, Madonna di Loreto, Madonna degli Apostoli, Madonna di San Luca, Madonna di Siracusa, Madonna Negra e tante altre veramente “belle”. Non trascurabili sono le Madonne con “respiro e notorietà internazionale”, partendo da Lourdes fino a Medjugorje,!! Poiché nella storia della Chiesa le apparizioni internazionali di Maria sono innumerevoli e le più  famose sono a bella mostra con l’anno di apparizione : Madonna di Lourdes, Madonna di Lourdes (riproduzione in resina) (11 febbraio 1858), Madonna di Knock (21 agosto 1879), Madonna di Fatima (con e senza apparizione alla pastorella) (1908), Madonna di Fatima (seconda apparizione) (1917), Madonna di Guadalupe (1531), Madonna di Rue du Bac (Parigi, 1830), Madonna di La Salette (1846), Madonna di Garabandal (2 luglio 1961), Madonna di Medjugorje (1981). Qui  oltre al servizio comunale per i cittadini, ti fanno capire che il mondo ha bisogno di Pace e di Amore, quello Vero, quello Sincero, poiché secondo la Chiesa cattolica  è possibile che Maria o altri santi possano comunicare privatamente con gli uomini (rivelazione privata). E’ facile vedere che  in alcuni uffici sono stati  allestiti con cura e amore, suggestivi ed emozionanti altarini con la statua della Madonna, Maria madre di Gesù. Con somma devozione, preghiere, canti ed inni alla Madonna accompagnano la spensieratezza di talune impiegate comunali che, mentre prima da precarie “socialmente inutili  “faticavano”  20 ore settimanali, oggi a 36 ore non sanno più cosa fare e come far trascorrere il tempo. Spettacolare!, eccezionale!, grandioso!, per devozione all’altarino della Madonna, è il comportamento di taluni impiegati dell’ufficio di “Solidarietà Sociale” in via Piemonte 2. Entrando… subito a destra… i “fedelissimi” sono lì per la “mezzora di devozione alla Madonna di Fatima” dalle ore 9.00 alle 9.30. Sommessamente presi a recitare il rosario e a celebrare il centenario della comparsa della Madonna di Fatima alla pastorella. Come cantori prodigiosi e portentosi, innalzano canti,  lodi ed inni sacri alla Madonna. Da quello che si è potuto capire e sapere, sarebbe previsto tra gli uffici un concorso senza premi per il  “miglior altarino alla madonna”. In modo non trascurabile in altri uffici, la fa da “padrone”, per il fatto che spicca e campeggia con somma gloria al Cielo, l’immagine di padre Pio da Pietralcina, oggi San Pio. Talché alcuni impiegati comunali sono definiti e chiamati o “madonnari” o “monacari” a secondo della loro preziosa devozione prestata al tipo di immagine religiosa negli orari di servizio. Per non creare uno stato di conflitto nei due “ordini religiosi” pare che siano stati previsti cosiddetti “gemellaggi di santità”. Per uno scambio di valori ed esperienze cristiane,  le statue saranno accompagnate in processione da un ufficio all’altro,  elevando al Cielo  inni e canti, a cui certamente saranno invitati gli amministratori comunali, i quali con voce viva e forte certamente grideranno: date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio!.- 

La bilancia della giustizia.

Maggio 22, 2008

  

   “Perché spesso è necessario rivolgersi alla bilancia della giustizia? La bilancia come simbolo della giustizia risale addirittura agli antichi greci: la dea Diche, o Astrea, figlia di Zeus, fu colei che, discesa sulla terra nell’età dell’oro,diffuse il concetto di giustizia tra i popoli. Essa è rappresentata con una spada in una mano e una bilancia nell’altra, che stanno a simboleggiare rispettivamente l’inflessibilità della legge e l’imparzialità della stessa.

Per quanto riguarda la scelta della bilancia come simbolo di imparzialità, è facilmente intuibile la ragione: la bilancia pesa ogni oggetto con lo stesso parametro, con lo stesso metro di valutazione, e così fa (dovrebbe fare) la legge.”

E’ ufficiale,
- Procuratore della Repubblica
Presso il Tribunale di Sciacca
                               92019 Sciacca (AG)
- Regione Sicilia Assessorato Regionale Enti Locali
Via Trinacria, 34
                                90144 Palermo
- Presidente Corte dei Conti
Via Notarbartolo, 8
                               90141 Palermo
Oggetto: immobile di corso Umberto 1° al civico 59.- 

Al Procuratore della Repubblica, da quello che si è potuto sapere, viene chiesto di accertare e verificare se vi siano ipotesi di reati da parte del concedente, sindaco pro tempore del Comune di Ribera e da parte dell’attuale concessionario, poiché a loro dire, non risulta essere stata aggiornata e deliberata alcuna successiva concessione, considerato che il precedente concessionario, arciprete pro tempore Vincenzo Birritteri, è deceduto da diversi anni.-

All’Assessorato Regionale agli Enti Locali e al Presidente della Corte dei Conti viene chiesto, altresì, di dare un cortese cenno di conferma del ricevimento della nota e delle eventuali iniziative intraprese in merito.-
 

Diffida del Difensore Civico al Sindaco

Maggio 2, 2008

Da più parti sono convinti che la notizia apparsa in prima pagina dei giornali della rossa Bologna  facesse riferimento anche ad una Chiesa Cattolica dell’agrigentino in particolar modo quella di Ribera. Quando si ipotizzava una “Chiesa ricca”, sulla base di un discorso fatto da S.E. Rev.ma  il Sig. cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo emerito di Bologna. Infatti,  all’inaugurazione di una Mostra dei tesori della sua Cattedrale, avrebbe affermato che  la povertà della Chiesa farebbe riferimento ad “un’ideologia borghese” quindi a “fedeli, preti e Vescovi benestanti” che “vorrebbero spogliare gli altri, ma non rinuncerebbero ad un mobile di casa’’.

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COMUNE DI RIBERA

Prov. di Agrigento

UFFICIO DEL DIFENSORE CIVICO 

 

 

D I F F I D A  

                 

                          Al Sig.  SINDACO

                          Al Sig. PRESIDENTE del Consiglio Comunale

 

Oggetto: situazione immobili comunali -  Diffida.

 

In relazione alla mia del… prot. 17765 (che allego in copia) – con la quale si invitavano le  SS.LL. ad attivarsi per “un monitoraggio degli immobili comunali”, ed il Sig. Sindaco per acquisire tutti gli atti ed elementi necessari ad inquadrare la situazione di diritto relativa all’immobile sito nel corso Umberto 1° al civico n. 59 – prende atto, con rammarico , che la suddetta sollecitazione è rimasta, a tutt’oggi, priva di formale riscontro.

 

 

Volendo considerare detta nota un semplice invito, e la Vostra mancata risposta, una mera dimenticanza (non una scortesia, né tanto meno una omissione), formalizzo quanto appresso:

 

 

quanto alla prima delle sopra indicate problematiche, sollecito entrambe le SS.LL., a voler intraprendere ogni iniziativa, di propria rispettiva competenza, finalizzata a dotare l’Ente di una situazione patrimoniale aggiornata e completa, mediante la quale si abbia piena contezza dello stato di fatto e di diritto in cui si trovano tutti i beni immobili di proprietà dell’Ente, ribadendo la mia disponibilità al confronto e alla collaborazione.

 

 

In relazione alla seconda questione sopra delineata, atteso che un ulteriore decorso del tempo potrebbe pregiudicare eventuali diritti del Comune, la presente deve intendersi quale formale diffida, nei confronti del Sig. Sindaco (quale legale rappresentante pro tempore del Comune di Ribera), a porre in essere tutti gli atti di Sua competenza, volti ad accertare la titolarità dell’edificio di Corso Umberto 1° posto al civico n. 59, originariamente concesso in uso gratuito per finalità pedagogiche, dal Comune all’allora Arciprete mons. Castellini, nonché ad intraprendere, senza indugio, le azioni legali necessarie a salvaguardare eventuali diritti dell’Ente su detto immobile.

 

 

Su tale ultima problematica chiedo espressamente, al Sig. Sindaco, formale risposta, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della presente.

 

                                                                Distinti saluti -

 

                          Il  Difensore Civico

                  Avv. Giovanni D’AZZO

Il Difensore Civico Avv. G. D’Azzo scrive al Sindaco e al Presidente del Consiglio sul “Caso Ribera”.-

Aprile 29, 2008

L’immobile del “Caso Ribera” di corso Umberto 1° n°59.   

Lettera del Difensore Civico Avv. Giovanni D’Azzo al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale.   

 

Quanto al tema tratteggiato nella nota (il “Caso Ribera” pubblicato il 20/04/2008 su  Rivilisi.it”  edificio di Corso Umberto 1° posto al civico n.59, originariamente concesso in uso gratuito per finalità pedagogiche n.d.s.), pur rendendomi conto della oggettiva complessità delle questioni giuridiche connesse a tale problematica, reputo necessario dare, al più presto, risposta al quesito avanzato, la cui soluzione ritengo interessi la cittadinanza.

 

Invito, pertanto, il sig. Sindaco a voler convocare sollecitamente, e comunque entro …dal ricevimento della presente, una conferenza di servizi finalizzata ad acquisire i dati documentali e gli ulteriori elementi necessari ad intraprendere, ove appropriate valutazioni di diritto  dovessero consigliarlo, le conseguenti iniziative legali, necessarie a tutelare i diritti  e gli interessi del Comune nelle sedi competenti.  

 

La nota - (il “Caso Ribera” pubblicato il 20/04/2008 su Rivilisi.it” n.d.s.) – mi offre lo spunto per porre alla Loro attenzione una problematica che mi ripromettevo di affrontare nell’ambito della … relazione annuale che mi accingo ad inviare al Consiglio Comunale: la necessità di effettuare un monitoraggio degli immobili comunali, al fine di poter disporre di una situazione patrimoniale aggiornata e completa, mediante la quale si abbia piena contezza dello  stato  di  fatto  e  di  diritto  in  cui  si  trovano  tutti i beni di proprietà dell’Ente”. 

 

 

Sono ben lieto di anticipare, con la presente, la trattazione, sia pure sommaria, di tale problematica, ed espressamente manifesto la mia disponibilità a collaborare con le SS.LL. e con gli organi istituzionali del Comune, per poter finalmente porre le basi per una concreta ed incisiva  programmazione della gestione di detto patrimonio, a beneficio dell’amministrazione e dei cittadini.

 

 Ritengo che una organica ed oculata gestione del proprio patrimonio immobiliare, consentirebbe al Comune di ridurre, e probabilmente azzerare, gli ingenti costi annualmente sopportati per pagare i canoni locativi ai proprietari degli edifici privati ove sono allocati diversi uffici comunali.

 

                                                  Il Difensore Civico

                                                    Avv. G. D’Azzo

                                                                                                                                                                      

Il “Caso Ribera”: la chiesa del luogo ancora nell’occhio del ciclone

Aprile 28, 2008

 

 

    

 

 

 

Dopo le vivaci polemiche sulla richiesta del pro vicario foraneo don Antonio Nuara, a nome di tutti i titolari delle parrocchie e delle rettorie di Ribera, di essere esentati dal pagamento della TARSU per le abitazioni dei preti, per le canoniche delle parrocchie, delle rettorie e degli istituti religiosi, ancora una volta nell’occhio del ciclone, sul cosiddetto “Caso Ribera”, la chiesa del centro storico dell’arciprete Pasqualino Barone,  relativo alla contesa dell’immobile di corso Umbro 1° al numero civico 59.

 

Da più parti sono convinti che la notizia apparsa in prima pagina dei giornali della rossa Bologna  facesse riferimento anche ad una Chiesa Cattolica dell’agrigentino in particolar modo quella di Ribera. Quando si ipotizzava una “Chiesa ricca”, sulla base di un discorso fatto da S.E. Rev.ma  il Sig. cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo emerito di Bologna. Infatti,  all’inaugurazione di una Mostra dei tesori della sua Cattedrale, avrebbe affermato che  la povertà della Chiesa farebbe riferimento ad “un’ideologia borghese” quindi a “fedeli, preti e Vescovi benestanti” che “vorrebbero spogliare gli altri, ma non rinuncerebbero ad un mobile di casa’’.

 

Nei bar, nei circoli, negli uffici pubblici e nell’opinione cittadina riberese, una popolazione smarrita e disorientata valuta sbigottita questa forte affermazione dell’alto prelato bolognese. Il “popolo devoto e credente” è spaccato in due nella valutazione e nella ricerca dei riferimenti locali e a chi facessero riferimento le sferzate e le critiche pungenti  di S.E. Rev.ma  il Sig. cardinale Giacomo Biffi. I più sono propensi, anche se non in modo assoluto, che esse sono riferite alle trascorse e recenti polemiche avute a Ribera e che hanno coinvolto il clero nella persona dell’arciprete pro-tempore Pasqualino Barone  e relative all’immobile posto nel centro storico di corso Umberto 1° al numero civico  59. Numerosi sono i cittadini che sostengono e valutano la necessità e la correttezza che l’immobile sia restituito, da subito, al legittimo titolare che è il Comune di Ribera. Infatti è venuta meno, per la partenza da diversi anni delle suore francescane, la clausola imperativa della stessa concessione di adibirlo esclusivamente a fini pedagogici, quale scuola con asilo infantile.   

 

 

Excursus storico della civica struttura.

L’edificio è composto da quattro spaziosi vani terrani e di quattro vani a primo piano con accessori e varie dipendenze e diversi vani pertinenze, presenta il portone quasi in rovina così come tutti gli infissi esterni. Ha un notevole valore architettonico e pregio ragguardevole sia  sociale che storico: è sempre stato di proprietà del Comune Crispino e negli anni adibito ora a sede del Fascio  ora a sede della Pretura e poi ancora a ricovero di sinistrati di guerra. Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, fu occupato in modo illegittimo e abusivo dal neo partito della Democrazia Cristiana e utilizzato come sede di partito.

 

Delibera di G.C. n° 40 del 12 maggio 1945.

In data 12 maggio 1945, con deliberazione n° 40, la Giunta Municipale di Ribera composta dall’avv. Gaetano Bonifacio, presidente e dai componenti Gaspare Ciancimino e Domenico Pintauro della D.C. e Ignazio Mascarella e Ciro Cannata del Partito Comunista Italiano, decise a maggioranza di voti, con tre favorevoli e due contrari (Mascarella e Cannata) di assegnare e concedere gratuitamente i locali comunali (senza alcun onere locativo n.d.s.) del corso Umberto 1° n. 59 al Parroco pro-tempore Pietro Castellini, con la clausola di adibirli solo ed esclusivamente a Scuole con Asilo Infantile per l’Istituto del S.S. Redentore di Ribera, molto più accessibile ai bambini dell’attuale asilo Sant’Anna, sito all’estremità Ovest dell’abitato, definito troppo eccentrico per la sua ubicazione, il quale verrebbe a sua volta adibito ad ospizio di beneficenza per il ricovero dei poveri vecchi. Inoltre la motivazione della “concessione gratuita” era caratterizzata da: “Lo scopo prefisso è altamente morale ed è un’opera di beneficenza che viene incontro alla necessità del popolo, ed ai bisogni di tutta l’infanzia e della gioventù del paese”.

 

Delibera di G.C. n° 62 del 12 maggio1952.-  

La richiesta dell’arciprete pro-tempore Vincenzo Birritteri, trasmessa  7 (sette) anni dopo al Commissario Prefettizio che reggeva il Comune di Ribera,  riconosceva  il Comune stesso quale proprietario e titolare unico dell’immobile. Egli chiedeva  in modo che non ci potessero essere  equivoci, che la concessione per l’utilizzo dell’immobile, anziché espressa in favore dell’arciprete pro-tempore di Ribera (arciprete Pietro Castellini), venisse invece perfezionata in favore della Chiesa Parrocchiale di Maria S.S. del Rosario e di San Nicola di Bari, rappresentata dall’arciprete pro-tempore ed in atto, dal Sacerdote Vincenzo Birritteri , arciprete della predetta parrocchia , ferma restando la finalità della concessione stessa, quale scuola con asilo infantile, per l’istituto del S.S. Redentore di Ribera. A ciò si provvedeva, appunto,  con deliberazione n. 62 del 12 maggio 1952.  

 

 

Venuta meno la “clausola” prevista nella concessione.-

E’ noto ormai da tempo che l’Ordine delle Suore Francescane “per mancanza di vocazione” è stato costretto a lasciare Ribera, dopo avere svolto, fino ad alcuni anni fa, la loro attività religiosa, sociale e pedagogico-educativa. Di conseguenza è venuta meno la clausola per cui era stato concesso l’immobile. Oggi il patrimonio edilizio, in questione,  è rimasto vuoto e certamente inutilizzato per le “finalità” per cui era stato concesso a titolo gratuito nel lontano 1945 e si ritiene, dunque, che debba essere restituito alla collettività, vale a dire al Comune di Ribera.-

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“Falsum saepe vero suavius est”:
“Spesso la menzogna è più gradevole della verità”.

Lotta senza quartiere a “manifesto selvaggio”

Aprile 9, 2008

Un plauso ai cittadini che amano l’ambiente . Puliti, dopo la loro denuncia, le mura di Ribera.

Le maniere forti contro il manifesto elettorale abusivo…. ovvero….

Ill.mo Sig.Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca

I sottoscritti Cittadini……,

PREMESSO

Che, in questi giorni di campagna elettorale, sono comparsi, come al solito, numerosi manifesti elettorali abusivamente attaccati in zone non deputate all’affissione;

Che i detti manifesti, oltre ad essere contra legem, danneggiano ed insozzano evidentemente i muri della città e finanche edifici pubblici e monumenti;

Che in occasione delle precedenti elezioni il fenomeno era già stato segnalato al Comune di Ribera affinché lo stesso provvedesse, attraverso il corpo dei Vigili Urbani, ad elevare le sanzioni previste dalla legge;

Che il deprecabile fenomeno può essere risolto non solo facendo appello al buon senso, ma piuttosto ricorrendo all’applicazione di sanzioni;

Che le sanzioni vanno sempre e comunque applicate nei confronti di chi si rende colpevole delle violazioni;

Che la legge finanziaria dello scorso anno ha ripristinato la responsabilità oggettiva del committente il manifesto estendendo allo stesso la responsabilità per il pagamento della sanzione amministrativa prevista;

Che non si capisce perchè il Comune di Ribera o comunque gli organi preposti non provvedono né a coprire i manifesti abusivi né elevano, di conseguenza, la sanzione amministrativa prevista;

Tutto ciò premesso,

DENUNCIANO

Alla S.V. Ill.ma i superiori fatti affinché si adottino i provvedimenti opportuni a sanzionare chi si è reso, o si renderà, responsabile della violazione del reato di cui all’art. 635 c.p. o di quell’altro reato che eventualmente si individuerà nei superiori fatti. Denunciano altresì i medesimi fatti affinché si accertino anche, e sopratutto, eventuali abusi o omissioni di atti di ufficio da parte di chi è deputato all’accertamento delle violazioni ed ha eventualmente omesso di applicare le sanzioni previste dalla legge.

Ribera lì 25/03/2008

Firme dei cittadini

I potenti mezzi del comune di Ribera

Aprile 9, 2008

E…al Bronx arrivarono i potenti, poderosi e di grande efficacia mezzi comunali…

Addio… alle giungle d’erbacce e rovi con spine appuntite, gramigna picchiettata da ceneri lanuginose;

Addio…alle ortiche urticanti, cardi rampanti, selvatici pungenti frutici canini e arbusti d’ogni genere,

Addio…alla vegetazione intricata di canne, sterpi, erbacce e sassi in quantità inimmaginabili che ostruivano quasi costantemente il cammino;

Addio…ai  variopinti cespi, ai multicolori i cespugli e ai solenni arbusti;

Addio…a quella antica e cara pianta di fico cresciuta, amorevolmente, sotto il marciapiede del bronx.-

“I venti non sono mai favorevoli per il navigatore che non sa dove andare”. Seneca

Una visita istituzionale al mio bronx

Aprile 5, 2008

Questi luoghi a rivederli sono brutti come allora evidenziati nell’ultimo comizio di campagna elettorale, anzi dopo due anni sono peggiorati….

Oggi non c’è più la ricerca solerte e interessata del consenso quando almeno per un momento tutti si illudevano del cambiamento.

Nessuno più ci sperava eppure….Miracolo! Finalmente sono comparsi Sindaco e Assessore al “ramo”.

Come lente lumache perlustrano i luoghi tanto cari alla parrocchia di San Francesco, protettore dell’ambiente e della natura, che a guardarla oggi esplode da grave, funesta botanica sventura!

Sindaco e Assessore vagano a contemplar con ammirazione e somma meraviglia una variopinta vegetazione: giungle d’erbacce e rovi con spine appuntite, gramigna picchiettata da ceneri lanuginose, ortiche urticanti, cardi rampanti, selvatici pungenti frutici canini e arbusti d’ogni genere.

Gli amministratori avanzano ora timorosi ora impacciati e con movimenti e con atteggiamenti manifestamente……strani, forse presi dal panico a causa dei luoghi orribili e infestati di erbacce di Largo martiri di via Fani.

Come in una fitta boscaglia non c’è alcuna traccia di sentiero e la vegetazione intricata di canne, sterpi, erbacce e sassi in quantità inimmaginabili ostruisce quasi costantemente il cammino, così in questi ambienti inestricabili grovigli ostacolano il passaggio del cittadino.

L’Assessore al verde, di fronte ad un sparuto gruppetto di popolo convenuto, esprime, sullo stato ambientale dei viali, dotte valutazioni di anatomia erbacea e vegetativa considerate dai presenti veramente geniali.

Egli caricato e baldanzoso valuta ed evidenzia a viva voce: - “In un momento di stretta economia necessita ringraziare il Padre Eterno!, che con amore infinito provvede a far crescere e rinvigorir nel duro cemento cespugli, arbusti e cespi: qui la natura esplode in mille colori, prosperosa e in pieno fermento”.

Poi il politico, con occhio compiaciuto, continua a scrutare tutt’intorno gli energici, vigorosi e strepitosi cespi e risoluto con possente e gran voce apostrofa i presenti: - “Popolo! Non confondiamo i cespi con i cespugli!

(insieme intricato di pianticelle emesse da una sola radice).

Sono quest’ultimi ben altra cosa e che io scorgo numerosi a destra e a manca con gioia ammirare la vista non stanca!

Non bisogna nemmeno scambiar i cespi con gli arbusti (piante legnose con fusti perenni ramificati fin dalla base), che facilmente e diffusamente scorgo in-festa(to) ogni spazio del quartiere.

Gli arbusti sono oggi divenuti, più legnosi e stagionati e più rigogliosi di quando li abbiamo visti tanto tempo fa nella passata campagna elettorale! Ecco perché, oh cittadini del quartiere!, dovete considerarvi fortunati!

Levate dunque, grande lode,elogio e plauso al Sindaco per aver lasciato questi luoghi con tale sublime acconciatura e né violati e né profanati da iniqua pulitura.

Gioite, a tutto cuore! Perché da voi è diffusissima pianticella e testimonianza perenne avrete del magnifico e meraviglioso cespo (insieme di rami e foglie che si sviluppano dalla base del fusto formando una specie di piacevole e ammirevole ciuffo multicolore), meglio apprezzato di ogni fiore”.

A tali parole esulta tutt’intorno e sui marciapiedi il regale e impareggiabile cespo. Il Primo Cittadino frenetico, dinamico, espansivo, socievole, sanguigno, ma con cortesia e affabilità amorevole poi prende la parola:- “Perbacco! Arringa i presenti con sbigottito stupore, compiaciuto rivedo cresciuta sotto il marciapiede quell’antica e cara pianta di fico che mi sta veramente a cuore!

E’ un segreto professionale, ma ve lo dico! Il fico è quel frutto pregevole assieme al prosciutto, mangiabile in parte o del tutto!.

Mangiabile in piede, seduto, al mare, al fiume o in collina , in municipio, alla posta o in stazione, quando si fa l’amore fatene una scorpacciata tutte le ore.

Il fico è mangiabile la mattina, a mezzogiorno e la sera, quando siete presi da noia fatene gran uso perché da gioia!.

Il fico è mangiabile in inverno o d’estate e fino all’autunno inoltrato e consigliato a pieni bocconi ma mai con la spremuta di limoni!.

Ma quando è maturo e sugoso allora è il momento del fico ch’è talmente buono che non vi dico!”

I fortunati presenti con un bravo! Bravo! Bravo! Sei forte e preparato! Apprezzano l’argomento di grande serietà e di notevole impegno politico-civico-botanico affrontato in modo inedito e vogliono a furor di popolo, spiegate le prove scientifiche del beneficio, utilità e giovamento del fico per gli esseri umani.

Vi accontento! Esulta il politico di Primo Piano: - “Il fico fa bene alla vista… Stupiti! Vi vedo Meravigliati!… Gli uccelli ne mangian quintali e… Quasi nessuno di essi ha gli occhiali!”-.

“Ma ormai sono giunto alla fine e vi vedo d’accordo e contenti, perché è bastato un niente di…ficosecco per dare a voi gran felicità.”

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(”La mente deve essere aperta, ma non al punto da far cadere il cervello”. Sapere è meglio di non sapere! Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato, e la vita più degna di essere vissuta”. Piergiorgio Odifreddi )