Archive for aprile 2009

IL “CASO RIBERA” parte “2”

aprile 18, 2009

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In data 12 maggio 1945, l’edificio, già pretura nel ventennio del Fascio, di proprietà del Comune di Ribera, con deliberazione n° 40, la Giunta Municipale dell’ epoca, decise a maggioranza di voti, di assegnare e concedere gratuitamente i locali comunali (senza alcun onere locativo n.d.s.) del Corso Umberto 1° n. 59 all’Arciprete pro-tempore Pietro CASTELLINI, con la clausola di adibirli solo ed esclusivamente a finalità pedagogiche, a Scuole con Asilo Infantile gestite dalle Suore Francescane. preti20pietro20castellino
Sette anni dopo, il nuovo arciprete pro-tempore Vincenzo BIRRITTERI chiedeva al Comune di Ribera il rinnovo a suo nome della concessione dell’edificio. A ciò si provvedeva con deliberazione n. 62 del 12 maggio 1952, ribadendo la finalità pedagogica della concessione stessa, quale scuola con asilo infantile gestite dalle Suore Francescane.

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Il Birritteri, però, non autorizzato dal Comune di Ribera, non avendo la titolarità dell’immobile, sette anni dopo in data 9 dicembre 1959 registrava una donazione del medesimo immobile, presso il notaio Stalteri di Ribera, in favore delle stesse suore e sempre con finalità pedagogiche.

In data 3/12/1998 Maria Teresa Malgrati in religione Madre M. Roberta , superiora Generale dell’ Istituto sopra descritto autorizzava Agnese Capelli rappresentante legale del medesimo Istituto a compiere la seguente operazione: – “Dichiarare di aver volontariamente ritirato le suore da Ribera e di lasciare libero l’immobile”. preti20pasqualino20barone
In data 14/01/1999 presso il notaio Borsellino in Ribera, il Sac. Pasquale BARONE si registrava la proprietà sottoscrivendo un “verbale di accertamento di avveramento di condizione risolutiva quale clausola apposta dal Comune di Ribera alla concessione del fabbricato”.

Antonino Scaturro, sindaco di Ribera, con ingiunzione n° 10475 datata 30/06/2008 e con ingiunzione n° 16883 datata 22/10/2008 intimava rispettivamente il Sac. Pasquale Barone e il Vescovo di Agrigento Francesco Montenegro
a restituire entro 30 giorni il fabbricato. 

Decorso infruttuosamente tale termine si adiranno le vie legali, ammonivano le ingiunzioni del Sindaco SCATURRO. 

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Il “Caso Ribera” Parte “1”

aprile 18, 2009

pinocchio-cazmiro-44202-q38tpg56prgcfbd69r29Il “Caso Ribera”: interrogazione al Sindaco Scaturro del Consigliere Avvocato Giovanni Forte. 

“Chi copre un ruolo pubblico e usa sistematicamente la bugia nel suo rapporto con gli altri rischia di comprometterlo gravemente e, nei casi più gravi e reiterati, di intrappolarsi da solo in una ragnatela nella quale ogni bugia ne rende necessaria un’altra, fino a perdere la capacità di distinguere tra ciò che è vero e ciò che è frutto della propria invenzione. Si può arrivare addirittura ad una totale distorsione della realtà oggettiva, con danni molto gravi per la vita individuale, sociale e pubblica. Si tratta, in questi casi, di bugie patologiche, delle quali sarebbe importante cogliere i primi segni”.

E’ noto che era stato messo in giunta per l’enorme successo avuto alle famose “Pinocchiadi” conquistandosi un meritato trofeo, avendo sparato a livello internazionale, le più grosse cazzate di questo mondo. Le sue fandonie sono di una bellezza straordinariamente acclamata, il cui fascino non si spegnerà mai. Sovente la sua risposta è sfacciatamente e sfrontatamente contraria al vero ed è un’invenzione colma di tenerezza. Oggi un altro meritato premio: il “PinocchioBalle”, è stato attribuito all’assessore  sfarfallone “Cazmiro”, nome originario polacco Kazimierz, composto da “Kazatt”, cazzate, e “mierz”, famose, illustri. L’invidiabile trofeo “PinocchioBalle” è saltato fuori, all’improvviso con tutto il suo vigore fantasmagorico di un insieme di visioni prodotte da una fantasia alterata, nella seduta dell’ultimo Consiglio Comunale Crispino sull’interrogazione pungente del consigliere avvocato Giovanni Forte. Chiede l’avvocato Forte al “frottoliere Kazimierz” di conoscere: “Quale iniziativa concreta ha finora posto in essere per recuperare all’uso pubblico l’immobile di proprietà comunale posto in Corso Umberto 1° n. 59, originariamente concesso in uso alla parrocchia San Nicola di Bari per essere destinato alla finalità pedagogica non più utilizzata dalle suore Francescane”. Kazatt/mierz, balbetta imbarazzato, confonde realtà e finzione. E’ disorientato e a disagio. “Kazattosto” crescendo ha scoperto il potere cristiano della bugia, comprende che va coltivata una sfera clericale privata, che non tutto va svelato per forza. Mente per non perdere l’affetto parrocchiale di don Pasquale Barone e questo lo induce a non raccontare la verità dei fatti. Il suo parlare è contorto, non c’è demarcazione tra realtà e fantasia perché incoerente e contraddetto da fatti e atti comunali  amministrativi evidenti. Il suono della voce è solenne, simile a chierichetto cantore che serve la messa. L’espressione del viso è celestiale beatitudine che già gode, sospeso a metà strada tra cielo e terra, della contemplazione di Dio. Il movimento delle mani non è in sintonia con le oscure e poco credibili parole. A “Kazattosto” gli rinfreschiamo l’arrugginita memoria: il nostro dipendente sindaco intimava a tale Pasquale Barone arciprete di Ribera e a tale Francesco Montenegro vescovo di Agrigento a restituire “l’ immobile sito in Ribera Corso Umberto 1° n. 59 distinto in catasto al Fg. 14, p.lla 935, sub 1-2-3”, con ingiunzione n°10475 del 30/06/2008 e con ingiunzione n° 16883 del 22/10/2008.

  • Siamo venuti a conoscenza che con atto notaio Matteo Borsellino rep. 5218 del 14/01/1999 si procedeva ad un verbale di accertamento di avveramento della condizione risolutiva apposta nei sopraccitati atti.
  • Poiché ci risulta che da quella data non avete adempiuto agli obblighi previsti nei soprarichiamati contratti, il contratto originario con il quale si concedeva l’immobile in questione, deve intendersi risolto, pertanto siete invitati a restituire l’immobile distinto in catasto al Foglio di mappa n. 14, p.lla 935 sub 1-2-3 sito nel Corso Umberto 1° n° 59 entro 30 gg. dalla presente.
  • Decorso infruttuosamente tale termine si adiranno le vie legali.