IL “CASO RIBERA” parte “2”

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In data 12 maggio 1945, l’edificio, già pretura nel ventennio del Fascio, di proprietà del Comune di Ribera, con deliberazione n° 40, la Giunta Municipale dell’ epoca, decise a maggioranza di voti, di assegnare e concedere gratuitamente i locali comunali (senza alcun onere locativo n.d.s.) del Corso Umberto 1° n. 59 all’Arciprete pro-tempore Pietro CASTELLINI, con la clausola di adibirli solo ed esclusivamente a finalità pedagogiche, a Scuole con Asilo Infantile gestite dalle Suore Francescane. preti20pietro20castellino
Sette anni dopo, il nuovo arciprete pro-tempore Vincenzo BIRRITTERI chiedeva al Comune di Ribera il rinnovo a suo nome della concessione dell’edificio. A ciò si provvedeva con deliberazione n. 62 del 12 maggio 1952, ribadendo la finalità pedagogica della concessione stessa, quale scuola con asilo infantile gestite dalle Suore Francescane.

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Il Birritteri, però, non autorizzato dal Comune di Ribera, non avendo la titolarità dell’immobile, sette anni dopo in data 9 dicembre 1959 registrava una donazione del medesimo immobile, presso il notaio Stalteri di Ribera, in favore delle stesse suore e sempre con finalità pedagogiche.

In data 3/12/1998 Maria Teresa Malgrati in religione Madre M. Roberta , superiora Generale dell’ Istituto sopra descritto autorizzava Agnese Capelli rappresentante legale del medesimo Istituto a compiere la seguente operazione: – “Dichiarare di aver volontariamente ritirato le suore da Ribera e di lasciare libero l’immobile”. preti20pasqualino20barone
In data 14/01/1999 presso il notaio Borsellino in Ribera, il Sac. Pasquale BARONE si registrava la proprietà sottoscrivendo un “verbale di accertamento di avveramento di condizione risolutiva quale clausola apposta dal Comune di Ribera alla concessione del fabbricato”.

Antonino Scaturro, sindaco di Ribera, con ingiunzione n° 10475 datata 30/06/2008 e con ingiunzione n° 16883 datata 22/10/2008 intimava rispettivamente il Sac. Pasquale Barone e il Vescovo di Agrigento Francesco Montenegro
a restituire entro 30 giorni il fabbricato. 

Decorso infruttuosamente tale termine si adiranno le vie legali, ammonivano le ingiunzioni del Sindaco SCATURRO. 

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