I novelli don Camillo e Peppone!

In “guerra moderna” i novelli don Camillo e Peppone!

Peppone non darà “seguito giudiziario” alla forte critica di don Camillo.

Scontro tra il sindaco Antonino Scaturro e Don Antonio Nuara: la civica amministrazione ha perso la testa quando minaccia “seguiti giudiziari” contro il parroco.-Dalla parte di chi si sforza ogni giorno a dare un minimo di dignità sociale in un quartiere a rischio. Il prete Antonio NUARA oramai da anni vive con sforzi e generosità diuturna una delle realtà più difficile di Ribera, un quartiere riconosciuto da tutti abbandonato nel più inumano squallore. Un quartiere d’edilizia economica e popolare che ha smarrito ogni speranza di un minimo recupero sociale e urbano. La nota della civica amministrazione ha perso la testa quando minaccia “seguiti giudiziari” solo perchè il prete non e stato a sentire le solite  inconcludenti promesse e le sorde campane degli altri! Solo perchè ha detto la verità, allora è un prete miscredente, che è uscito fuori dal seminato ed è uno che non sa stare in riga come tutti gli altri. Io ricorderei che prima di tutto è un uomo, come qualsiasi altro, e come qualsiasi altro ha espresso il proprio modo di pensare e la pensa più o meno come la stragrande maggioranza dei riberesi. E’ veramente difficile oggi andare a messa e ascoltare, durante l’omelia, qualche timido accenno all’attualità della vita d’ogni giorno. Generalmente la funzione si limita, quasi sempre, al commento dei Vangeli, cercando di dare un’interpretazione a fatti accaduti 2000 e passa anni fa.  Ritengo che iniziative – per quanto “sopra le righe nei toni” – come quella di don Antonio Nuara, siano mirate non tanto a colpevolizzare il potere (e chi lo esprime), quanto a far riflettere sulla realtà politica e sociale di questo tempo con un richiamo necessariamente forte alla famiglia, alle istituzioni scolastiche, ai docenti e alla stessa chiesa. Chiamandoli alle loro responsabilità, come ha fatto con l’amministrazione comunale affinché siano realizzati interventi più incisivi.  Anche se può apparire azzardato (a qualcuno preoccupa l’asprezza dei toni…), non dobbiamo dimenticare che persino Gesù non mancò di usare maniere forti in più di un’occasione sino ad usare le fruste dentro il Tempio… Allora Don Antonio … avanti sempre..!  Quanto all’amministrazione comunale, pensi piuttosto alle beghe del suo palazzo ed alla sterile e cianotica pochezza della sua amministrazione!  

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Da un lato padre Antonio Nuara, parroco della chiesa di San Francesco d’Assisi che tuona sul decadimento sociale, umano ed economico della nostra cittadina e dall’alto del pulpito domenicale a Seccagrande, davanti a circa 500 fedeli riuniti per la messa all’aperto nell’area dietro alla chiesa di San Domenico Savio, sferra un poderoso attacco nei confronti degli amministratori crispini ritenuti responsabili dell’attuale degrado della città e della situazione drammatica di molte famiglie e di tanti giovani che scelgono droga ed alcool. Il riferimento esplicito è al rione delle case popolari, a fianco della chiesa di San Francesco. Don Antonio va oltre criticando pure le famiglie, le istituzioni scolastiche, i docenti e la stessa chiesa, chiamandoli alle loro responsabilità. A dire il vero don Antonio in passato ha criticato spesso la giunta Scaturro per aver lasciato abbandonato al proprio destino il numeroso e affollato rione delle case popolari.

 

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Dall’altro lato il sindaco di Ribera Antonino Scaturro energicamente controbatte che “non è accettabile che siano fatti rilievi all’attuale amministrazione comunale, attribuendo ad essa preponderanti responsabilità delle difficoltà socio-economiche che gravano sulla nostra comunità”. “Quella di don Antonio Nuara è una “aggressione “ verbale e viene respinto ogni addebito mosso perché la civica amministrazione è sempre intervenuta, nonostante le scarse risorse economiche di cui dispone, per colmare l’assenza delle superiori istituzioni che con i loro finanziamenti non hanno mai totalmente rimediato al vuoto operativo del nostro territorio”. “Il sacerdote sarebbe uscito fuori dal seminato perché sorprende il tenore aggressivo delle parole espresse nell’omelia, mentre sarebbe stato auspicabile un tono più conciliante e contenuto nei limiti dell’azione spirituale svolta dal clero”. “Sorge il dubbio che la pesantezza delle frasi adoperate, nasconda sentimenti di altra natura non riconducibili ovviamente alla missione cui dovrebbe ispirarsi la preminente occupazione del sacerdote”. “Nel rispetto della funzione del parroco saranno evitati seguiti giudiziari”. Ma avverte con chiarezza che “è superfluo precisare che non saranno tollerati ulteriori attacchi, tendenti a denigrare l’attività degli amministratori comunali di Ribera”.

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