VIA I CROCIFISSI!

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Via i crocifissi dai luoghi pubblici!

Secondo la Corte europea la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce “una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”.

LA RICORRENTE – La cittadina che ha fatto ricorso alla Corte di Strasburgo è Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana originaria della Finlandia: nel 2002 chiese all’istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule in nome del principio di laicità dello Stato. Dalla direzione della scuola arrivò risposta negativa e a nulla valsero i ricorsi della Lautsi. A dicembre 2004 il verdetto della Corte Costituzionale, che ha bocciato il ricorso presentato dal Tar del Veneto. Il fascicolo è quindi tornato al Tribunale amministrativo regionale, che nel 2005 ha a sua volta respinto il ricorso, sostenendo…   

Già si grida  che la corte di Strasburgo favoreggia il male e satana (e i comunisti). 

Pronta la replica del Vaticano: «Dobbiamo valutare la sentenza»

Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini (Pdl): «La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione». Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc: «È la conseguenza della pavidità dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione europea. È il segno dell’identità cristiana dell’Italia e dell’Europa». Paola Binetti (Pd): «Spero che la sentenza sia semplicemente orientativa, che si collochi cioè nel rispetto delle credenze religiose». Il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia (Lega): «Mi schiero con chi si sente offeso da una sentenza astratta e fintamente democratica e che offende i sentimenti dei popoli europei nati dal cristianesimo».

Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti: «Un grande giorno per la laicità italiana. Siamo dovuti ricorrere all`Europa per avere ragione, ma finalmente la laicità dello Stato italiano trova conferma». Piergiorgio Bergonzi, responsabile scuola dei Comunisti italiani: «È un forte monito per riaffermare il valore della laicità della scuola e dello Stato».  

Un paese civile è quello in cui la laicità nella scuola è un fatto acquisito per cultura e ribadito per legge e non messo in legge, sperando che la cultura arrivi.
Pur tuttavia permangono seri dubbi perché  in una futura normativa a riguardo, la chiesa, i politici filo cattolici e la minoranza cattolica integralista, faranno un gran baccano e la sentenza verrà disattesa. Si preferirà subire delle sanzioni piuttosto che scontentare il clero.

Uno stato civile lo crea la stessa collettività e mai nella speranza che arrivino altri ad imporlo.-

 Per essere atei bisogna studiare. Per essere credenti basta anche l’ignoranza.

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