Vaticano SpA: azioni in ribasso

Da “Il Fatto quotidiano” di oggi 12 giugno (unico giornale indipendente da padroni e partiti), i dati che riguardano l’8 per mille alla Chiesa, relativi alle dichiarazioni fiscali del 2007, che ci confortano su una possibile evoluzione darwiniana del popolo italiano, in cui si legge che le offerte sottoscritte sono diminuite, da 16 milioni e mezzo di euro a 14,9 milioni di euro. C’è da sperare in una ulteriore diminuzione di questo consenso economico quando peserà, con tutta la sua gravità, il diffuso scandalo delle molestie sessuali e della pedofilia degli “educatori” vaticani, fenomeno che dura da decenni, e che per decenni è stato scientificamente nascosto, minimizzato, da specialisti in omertà e favoreggiamento, a tutti i livelli, fino a Ratzinger che ricopriva il ruolo di prefetto che doveva controllare la moralità dei membri della Chiesa. Sarebbe molto bello che si punisse la Curia e la posizione del Cardinale Sodano, che liquidò questo crimine come “chiacchiericcio”, parlando di peccati, quasi veniali, e non di reati contro le persone, spesso aggravati dalla minore età degli abusati.

Questa cricca di mascalzoni non deve avere alcun contributo statale. Lo Stato italiano non deve essere compare di questa organizzazione, nessun contributo deve essere dato per le scuole cattoliche, nessun contributo per la (operosissima) manutenzione degli edifici di culto. La separazione tra Stato e Chiesa deve essere totale. Quanto alla barzelletta (propagandata in TV), che l’8 per mille viene speso per opere di bene, questo è vero in percentuale minima. La maggior parte del denaro viene investito in operazioni immobiliari speculative, che fanno del Vaticano il maggior proprietario di case a Roma, si investe comprando tonnellate di oro, si lavora con soggetti come Balducci (“cameriere del Papa”), si fanno operazioni sporche con lo IOR (la banca vaticana). Ma la cosa più importante, a cui tengo di più, è che deve finire l’anomalia tutta italiana, di avere una forza organizzata come la Chiesa, con grandi mezzi economici, che altera in modo decisivo il gioco elettorale, invitando i cattolici che controlla a votare per la destra, cosa che ha fatto dalla liberazione ad oggi. Se la Chiesa non controllasse le fasce più povere ed emarginate spingendole a votare a destra, non avrebbe una lira dal potere e il suo peso “religioso” sarebbe pari a ZERO. I soldi per la sopravvivenza della Chiesa come noi la conosciamo sono tutto, Sono indispensabili per le opere e per la propaganda, senza le quali il legame con le masse finirebbe.

E’ quello il nodo da recidere. Vogliamo una Chiesa senza Curia, senza Papi né cardinali, che si occupi dei poveri e non di investimenti e di politica, e viva solo con l’obolo dei suoi seguaci. Purtroppo, nessun partito politico ha nel suo programma l’abolizione dell’8 per mille e del Concordato. Solo i radicali potrebbero fare qualcosa, ma la materia per legge non può essere sottoposta a referendum abrogativo.

 Credo che si possa puntare solo su una evoluzione in senso laico delle persone, purchè si riesca ad informarle dei veri costi sopportati dal nostro Stato. Visto che sono cifre imponenti, in tempi di crisi, dovrebbero essere tagliate a favore di cassa integrazione e salario per i disoccupati. Mi riprometto di fare una ricerca e sommare i reali esborsi per il sostentamento del Vaticano. Visto che nessuno ce lo dice ci affideremo al fai da te. Paolo De Gregorio 12.6.10

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