Tra sogno e realtà!

La “giunta Pace è fortemente maschilista!”

Le donne di Ribera in rivolta, in guerra col sindaco Pace!

Il comitato “Donna chiama Donna!” delle donne di Ribera, con una lettera aperta inviata in questi giorni al Presidente della Repubblica, esprime una vibrata protesta e sdegno per la grave ed inammissibile mancanza di una donna nella “Giunta Pace”!. 

La risposta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non si è fatta attendere anzi è arrivata repentina, immediata e puntuale tramite il rappresenta del governo a livello provinciale, il nuovo prefetto donna di Agrigento Francesca Ferrandino. Nella missiva, tra l’altro, si osserva  che: “deve essere immediatamente superata la “grave anomalia e lacuna nella giunta Pace” . Così come per il Prefetto Ferrandino, la “donna, fuori dalle pareti domestiche, sa diventare luminosa figura di riferimento a garanzia della legalità e della vita della Repubblica!”. L’’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano presso il Comune di Ribera ha suscitato vasta eco  nel mondo politico nazionale e locale.

Fra i politici per primo il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna  alza la voce contro Pace: «Un buon amministratore, un politico attento  e persino cattolico, dovrebbe mostrare sensibilità nei confronti delle donne e garantire un’adeguata rappresentanza della componente femminile in ciascun organismo a prescindere dalle quote rosa, che a me non sono mai piaciute».

 Le altre dichiarazioni: «La verità è che la donna nasce precaria» s’increspa, per la rabbia, la voce di Franca Rame. La moglie di Dario Fo è amareggiata: «Non basta scegliere una donna in più o in meno. Il guaio è che, a differenza del resto d’Europa, non riusciamo a concepire l’importanza della presenza femminile e non solo nella politica».

Per il deputato Paola Concia, che maledice «il Paese misogino, in cui le donne per vedersi riconosciuti i propri diritti ormai sono costrette a ricorrere al tribunale»

Per l’ex ministro PD delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini: «Alla donna riberese sia data  un po’ di giustizia anche perché il signor sindaco Carmelo Pace è fortemente in contraddizione con lo spirito stesso dello Statuto Comunale che alla pagina 2 art.1 comma 5 così recita: l’Amministrazione Comunale “Opera perché si realizzino condizioni di pari opportunità tra uomini e donne ».

Il senatore Patrizia Bugnano, coordinatrice delle donne dell’Italia dei valori, taglia corto: «A volte la politica si distrae, così come è stato disattento il sindaco Pace! ».

Il Portavoce Nazionale di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola in merito ha detto: “Una cittadella sorridente, laboriosa come Ribera cresce, non solo se la propria biblioteca si dota di corposi volumi dei discorsi parlamentari editi nelle ultime tre legislature – richiesti alla Segreteria Generale della Camera dallo zio del sindaco, on. Giuseppe Ruvolo –  Ma soprattutto se lo stesso on. Ruvolo non si limitasse esclusivamente a pavoneggiarsi per i vivi apprezzamenti ricevuti, per quanto fatto, dal nipote sindaco e richiamasse lo “sbadato e distratto nipote” a colmare e superare la grave discriminazione amministrativa nominando da subito un assessore donna nella sua giunta!”

Alla fine è il riformista Dario Franceschini a non girare attorno alle parole: «L’ultima  sentenza di Favara (AG) è giusta ed è anche un monito per la politica del comune crispino perché non ci dovrebbe essere bisogno di sentenze per avere un assessore donna nella “Giunta Pace!”».

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