Un sindaco già in mutande!

giugno 9, 2010

Un sindaco in mutande tra sogno già smarrito  e realtà, a Ribera!

Carmelo Pace sindaco lo trovo di primo mattino insediato sulla comodo poltrona di cuoio vellutato. Sono al comune per avere copia del programma del suo sublime  e fantastico sogno in pochi punti. Carmelo è gentile quasi mi salta addosso coprendomi di baci. Viene dalla grande scuola di Totò “vasa vasa!”.

Mi guarda e parla con tono preoccupato richiamando l’ultima e attuale  manovra finanziaria del Governo che ha tagliato ulteriormente i trasferimenti ai Comuni rendendo veramente impossibile, per questi ultimi, garantire i normali servizi alla cittadinanza. L’espressione è  decisa: sono un sindaco che andrà sicuramente ad amministrare in mutande. Attenzione: penso che sul terreno economico-amministrativo non posso muovermi tanto disinvoltamente, perché il comune di Ribera è già in  emergenza. A giorni, per esso, con senso di responsabilità  comunicherò al Governo Centrale lo stato di calamità naturale. Già  tutti pensano ad alluvioni, inondazioni e terremoti. Invece «no», il fatto è lontanissimo da ciò. E’ calamità di “cassa”, di tagli, di meno trasferimento  risorse al comune di Ribera. Mentre Tremondi e Berlusconi felicemente danzano sulla pelle degli italiani, io sindaco sudo freddo perché 450 impiegati già divorano mensilmente le poche risorse destinate al comune di Ribera. Carmelo Pace sindaco  non è più euforico per la strepitosa e facile vittoria elettorale. E questi rompono l’anima! Riferito alla sterminata platea di aspiranti alle due ultime “poltrone” di assessore che incalza rumorosamente dietro la porta del sindaco. Ed io che rischio la bancarotta al comune di Ribera!

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Preti e Pedofilia

aprile 11, 2010

Lettera sulla causa di dispensa da tutti gli incarichi sacerdotali riguardante il Rev. Stephen MILLER KIESLE.

Nel caso di Stephen Kiesle, c’è una lettera del 1985 dove Ratzinger per il “bene della chiesa universale” si oppone alla riduzione allo stato laicale, proposta dal vescovo.
Questa la  traduzione, se avete correzioni e suggerimenti saranno i benvenuti nei commenti:

SACRA CONGREGAZIONE
PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

00193 Roma, 6 novembre 1985
Piazza del S. Uffizio 12

Prot. N 469/814
Eccellentissimo signore,
Ricevuta la Sua lettera del 13 settembre c.a. sulla causa
di dispensa da tutti gli incarichi sacerdotali riguardante
il Rev. Stephen MILLER KIESLE di codesta diocesi, è mio incarico (??)
comunicarti quanto segue.

Questo Dicastero, per quanto ritenga di grave momento gli
argomenti addotti a favore della dispensa richiesta nel caso,
ritiene tuttavia necessario considerare, assieme al bene dell’attore,
anche quello della Chiesa Universale, e perciò non può fare
quel po’ di danno che la concessione della dispensa può provocare
nella comunità dei cristiani, vista soprattutto l’età ancora giovanile dell’attore.

E’ opportuno dunque che questa Congregazione sottoponga il caso ad un esame tanto
più accurato esame, da richiedere necessariamente un intervallo di tempo maggiore.

Nel frattempo non manchi la Sua Eccellenza di seguire l’attore con cura
quanto più possibile paterna, chiarendogli inoltre opportunamente
il modo di agire di questo Dicastero, che suole procedere avendo
davanti agli occhi sopratutto il bene comune.
Cogliendo l’occasione, presento sempre l’alta misura della mia stima,

Della sua Eccellenza Reverendissima
add.mo
Cardinale Joseph Ratzinger
—————-
All’Eccellentissimo e Reverendissimo Signor
[xxx] John S. CUMMINGS
Ordinario di Oakland 
 

La parte fondamentale è naturalmente la frase:

“Questo Dicastero, per quanto ritenga di grave momento gli
argomenti addotti a favore della dispensa richiesta nel caso,
ritiene tuttavia necessario considerare, assieme al bene dell’attore,
anche quello della Chiesa Universale, e perciò non può fare
quel po’ di danno che la concessione della dispensa può provocare
nella comunità dei cristiani, vista soprattutto l’età ancora giovanile dell’attore”.                  

A dire il vero, non si tratta di un paio di casi sfuggiti al pontefice, qui c’è proprio un sistema che tende a minimizzare i reati di pedofilia, e infatti per loro è peggio un aborto. Il problema non è la paura dello scandalo, perché si può anche agire in silenzio, non è che si debbono mettere i manifesti, ma questi non agiscono né in pubblico né in privato e i fatti lo dimostrano. Non hanno un minimo di umiltà, non si vergognano, non corrono ai ripari, non chiedono scusa, i cattivi sono gli altri, il chiacchiericcio…
Quando da ragazzini ci si va a confessare e il prete ti chiede dove metti le manine alla sera prima di dormire, è molestia anche questa.
Il fatto è che sono sessuofobici e l’astinenza, i sensi di colpa, il corpo che palpita, li fa andare fuori di testa per cui non hanno la lucidità per comprendere cosa succede.
E non è detto che ratzinger (o chi per lui) solo perché è stato eletto papa è una brava persona.
Come è venuto fuori che alcuni governanti erano dei delinquenti, dei truffatori, non capisco perché il papa non può esserlo. Ha sbagliato…

GRAZIE, SILVIONE GRAZIE!

marzo 6, 2010

 

Formigoni in estasi!

FORMIGONI  INNEGGIA   AL  MIRACOLO ! Per l’ammissione del suo listino all’elezione regionale della Lombardia. Di fronte ai cellini esultanti, Formigoni grida al miracolo! Da vergine e puro cattolico ha pregato tanto e supplicato tutti i santi  da essere miracolato per la grazia ricevuta! Con gli occhi umidi di esaltante gioia, forte è stato il grido verso il cielo: grazie, Silvione grazie!

crucifiXion

marzo 3, 2010

ecco il simbolo di pace e amore, il Massimo Insegnamento.
L’oggetto che tutti vogliamo nelle nostre case e se, per ragioni imperscrutabili, non presente fra le pareti del focolare domestico, almeno lo sia in tutti i luoghi pubblici, simbolo della nostra italianità e monito per il viandante!

Oddio!… i giudici talebani!

febbraio 27, 2010

I giudici talebani sono pronti!

“Ci sono giudici talebani!

”Questa mattina in un dibattito televisivo su La7,un giornalista tedesco era stralunato di fronte a insulti che un premier dava a magistrati. Non si capacitava come potesse accadere in un paese democratico e ammetteva la sua incapacità a informare i lettori tedeschi di quanto accadeva in Italia. Pensate che immagine abbiamo in Europa e quale danno ne ricaviamo in termini anche di investimenti. Oramai il cavaliere è convinto veramente di essere in una monarchia assoluta a cui il re può di tutto fare. Il giornalista si stupiva poi come gli Italiani potessero subire simili umiliazioni. Nessuno è riuscito a spiegarlo. Credo veramente che la Sig.ra Veronica aveva ragione nel dire che questo uomo va curato e alla svelta, prima che affossi definitivamente questo sgangherato stato italiano.

“Ci sono giudici talebani!”

Non è un’accusa fatta da un ubriaco in un qualche bar sport di periferia. E’ l’accusa fatta da Berlusconi a Torino davanti a microfoni, giornalisti e simpatizzanti presenti per una manifestazione di partito. Non so se fosse in quel momento in stato di alterazione fisiologica o indotta da assunzione di sostanze allucinogene; sarebbe una attenuante. So che non è ammissibile, in un paese democratico e civile, che un capo di governo definisca terrorista la più importante istituzione di uno Stato moderno come lo è la Giustizia. E’ un fatto gravissimo che non può essere tollerato. Se c’è persona che ha fatto strame dello Stato è proprio Berlusconi che con la sudditanza di un parlamento asservito ha emanato leggi che hanno reso impossibile l’amministrazione della giustizia quali la cancellazioni di reati nei quali era coinvolto, modifiche alla procedura tali che basta avere buoni avvocati per uscire da un qualsiasi processo, male che vada, con la prescrizione. Possibile che nel paese non ci siano istituzioni sane in grado di vedere un simile dramma e togliere a quel signore la possibilità di fare altri danni? E stato eletto dal popolo si dice a suo sostegno. Il popolo ha prodotto pure personaggi come Stalin, Hitler e Mussolini. Non per questo possiamo definire questi personaggi degli statisti anziché dei pazzi o megalomani, quale era Mussolini, che hanno causato tragedie nei paesi che li hanno prodotti. C’è veramente di che preoccuparsi.

Bertolaso Spa

febbraio 13, 2010

Leggendo le vicende che coinvolgono il responsabile della Protezione Civile c’è da rabbrividire. Sta emergendo un quadro sempre più preoccupante su un sistema di potere, dove emergono pesanti responsabilità politiche e giudiziarie, non solo di Bertolaso, ma dell’intera struttura deputata a gestire l’emergenza nel nostro Paese. Il sistema di potere di Bertolaso e degli imprenditori a lui vicini operava al di fuori di ogni controllo. Una rete che, da quanto si legge sui giornali, ha ingegnerizzato l`illegalità e il malaffare nella gestione delle emergenze, vere o presunte.
Guido Bertolaso ci sarebbe dentro fino al collo. Basterebbe quello che si sa già ora per imporgli le immediate dimissioni (ma dimissioni vere, non quelle finte presentate ieri, solo per ottenere una difesa d’ufficio dal suo capo Silvio Berlusconi). Per le vicende giudiziarie personali, Bertolaso se la veda con la magistratura, ma le sue dimissioni sono doverose perché egli si è prestato all’ennesima furbizia del Governo Berlusconi, il quale ha trasformato la Protezione Civile da strumento tecnico per affrontare le emergenze e le urgenze (come il terremoto, l’alluvione o altre calamità naturali) in uno strumento per eludere le regole di trasparenza e di libera concorrenza nel settore degli appalti pubblici.

Bertolaso, infatti, è il gestore degli oltre 78 decreti d’urgenza deliberati nel 2009 e utilizzati per bypassare le procedure d’appalto e di controllo per aggiudicare commesse al di fuori dei normali controlli di legalità.
Quale emergenza si nasconde dietro la costruzione dello stadio centrale del tennis del Foro italico?
E dietro il G8 alla Maddalena?
E dietro una regata come quella della ‘Louis Vuitton Cup’?
E dietro l’Expo 2015?
Nulla di urgente se non raggirare le regole delle gare pubbliche. Addirittura, ora si parla di istituzionalizzare questo raggiro con la creazione di un’apposita società denominata ‘Protezione Civile SpA’, che nella mente distorta di questo governo dovrebbe costituirsi come azienda di privati a cui affidare direttamente gli appalti, eludendo le regole previste dal Codice degli appalti e così privilegiare il solito gruppo di amici. Questo progetto, ancor prima di nascere, è l’esempio di come alcuni servizi in mano ai privati finiscono per essere piegati alle logiche affaristiche e speculative di pochi a discapito della comunità.

Le vittime delle emergenze e le loro famiglie dell’Aquila, di Viareggio, di Messina, gli imprenditori onesti che non hanno partecipato agli appalti spartiti a porte chiuse, i cittadini tutti che hanno visto distolti dai servizi pubblici decine di miliardi di euro rimessi nelle mani di squallidi approfittatori aspettano le dimissioni di Bertolaso.

IL GIUDICE “ANTICROCIFISSO” LUIGI TOSTI

febbraio 6, 2010

INQUISIZIONE

Avviso tutti gli amici che mi hanno sostenuto nella battaglia per la rimozione dei crocifissi dalle aule dei tribunali italiani che il prossimo 22 gennaio 2010, alle ore 9,30, sarà celebrato, dinanzi al Consiglio Superiore della Magistratura, Piazza Indipendenza n. 4, ROMA, il procedimento disciplinare che è stato aperto, circa 5 anni fa, a mio carico per essermi io rifiutato di tenere le udienze sotto l’incombenza dei crocifissi. Un procedimento, questo, per il quale ha subito due condanne penali ad un anno di reclusione (poi annullate dalla Cassazione) e sto subendo, da 4 anni, la sospensione dallo stipendio e dalle funzioni. Mi difenderò da solo e l’udienza sarà pubblica (anche se l’aula non è particolarmente capiente). La presenza di televisioni sarebbe oltremodo gradita, non avendo io alcunché da nascondere o di cui vergognarmi: credo, però, che l’Avv. Nicola Mancino negherà le autorizzazioni per impedire che venga ripreso questo processo, degno della migliore Santa Inquisizione della Chiesa cattolica. In ogni caso, rappresento che presterò il consenso preventivo a quanti vogliano chiedere di riprendere il processo e divulgarlo. In caso di condanna e di conseguente rimozione dalla magistratura, adirò la Corte Europea dei diritti dell’Uomo: in caso di assoluzione e di reintegrazione in servizio, seguiterò a rifiutarmi di tenere le udienze sino a che il Ministro di Giustizia (oggi Angelino Alfano) non avrà rimosso l’ultimo crocifisso dall’ultima aula di giustizia della Colonia Pontifica, cioè dell’Italia. Presagisco (ed anzi spero) che i membri del CSM, per non offendere i desiderata di Papa Benedetto XVI ed anche per non correre il rischio di essere linciati e di essere bollati come “ubriaconi” (com’è avvenuto per i giudici della CEDU), opteranno per la prima soluzione.
E’ gradita la massima diffusione di questa notizia.
Buon Sol Invictus a tutti.
Luigi Tosti

2010: avanti Craxi, gli operai possono aspettare!

gennaio 3, 2010

Craxi in tribunale

 

Per capire quanto sia opportunismo demagogico e vuota retorica l’offerta del governo di un tavolo istituzionale per affrontare riforme condivise, che pure servirebbero al paese, basta vedere quali materie sono state messe in calendario al Parlamento per i primi giorni del 2010: la legge sul legittimo impedimento, il lodo Alfano in versione legge costituzionale, la norma sul processo breve e, ultima meraviglia, la commemorazione del decennale della scomparsa di Bettino Craxi.
Il 19 gennaio, infatti, in Senato non si discuterà sulle misure economiche da attuare per risolvere i gravissimi problemi dei tanti cittadini che questo ultimo dell’anno hanno avuto poco da festeggiare. Ci sarà il silenzio totale sui precari senza contratto rinnovato, sulle fabbriche in agitazione per i licenziamenti, sulla disperazione sociale.

L’Aula del Senato sarà riempita, invece, di parole in onore a Bettino Craxi, ed è annunciata la presenza del Presidente del Consiglio Berlusconi, il quale, se non ha sentito l’obbligo di farsi vedere durante la finanziaria, ha invece pensato bene di comparire proprio in quest’occasione per inaugurare il suo “anno dell’amore”.
A 10 anni dalla morte di Craxi le iniziative proposte di riabilitazione della sua figura sono tante.
C’è la gita ad Hammamet per assistere alla prima visione del documentario-film su Craxi, “La mia vita è stata una corsa”, sponsorizzata dalla Fondazione Craxi. Quella stessa fondazione che ad agosto il ministro Bondi ha ritenuto più meritevole di ricevere i finanziamenti pubblici rispetto alle fondazioni dedicate a Ninni, Pertini, la Malfa e Di Vittorio. Quella stessa Fondazione che ha, fra i membri del Cda, Riccardo Pugnalin ex assistente del sen. Marcello Dell’Utri.

E poi c’è l’iniziativa del sindaco Moratti di intitolare una via a Milano allo “statista” socialista.
La proposta della Moratti si inserisce nel più ampio tentativo di riabilitazione condotto da una certa parte della politica che, da tempo ormai, gioca pericolosamente con la memoria collettiva.
Il fine ultimo di questo progetto è quello di assolvere coloro che hanno distrutto l’Italia ieri per far apparire “meno peggio” quelli che la stanno distruggendo oggi.

Perché se Mangano da mafioso diventa un eroe, allora chi vara provvedimenti a favore della criminalità organizzata, come lo scudo fiscale, non è poi troppo colpevole.
Perché se Craxi, da politico condannato definitivamente per corruzione e per finanziamenti illeciti, diventa un “innovativo” (Capezzone), un “patriota” (Boniver), o un esule martire, come si sbracciano a dire molti politici del Pdl, allora anche chi oggi è indagato per corruzione, e siede agli scranni più alti delle nostre istituzioni, appare uno stinco di santo.
I guai giudiziari del Premier, infatti, non vengono cancellati solo a forza di leggi ad personam, ma anche attraverso la promozione di una cultura di depenalizzazione e assoluzione omertosa dei reati presso la pubblica opinione.

Infatti, ragionano i sodali di Berlusconi, se a Craxi, che è stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese), senza contare tutti i processi estinti per morte del reo, e a cui sono stati accertati come minimo 150 miliardi di introiti illeciti, si intitola una Via di Milano, centro operativo del giro di finanziamenti illeciti da lui messo in piedi, come volete che appaia, agli occhi dei cittadini italiani, chi è “soltanto” indagato per corruzione in atti giudiziari all’interno del processo Mills e per una tangente di “soli” 600mila dollari?
Così si distrugge lo stato di diritto e la legalità: non solo stravolgendo la Costituzione che dovrebbe reggere il futuro dell’Italia, ma anche mortificando e mistificando la memoria del nostro passato.

Ci chiediamo che cosa potranno dire coloro che vivono nella via che la Moratti sceglierà per il tributo a Craxi, quando i loro figli chiederanno chi era il signore che da il nome alla loro strada. Forse potranno rispondere semplicemente “un corruttore”, senza riuscire a spiegare perché lo stato abbia deciso di omaggiarlo. Non è solo un fatto toponomastico, ma anche antropologico.
Ecco perché bisogna opporsi alla scelta di intitolare una via a Craxi: perché rappresenta il simbolo di come si voglia trasformare Bettino in un esule, martire della magistratura, quando in realtà era un latitante fuggito in Tunisia per non dover scontare le sue pene. Perché con tale scelta si vuole affievolire il fatto che oggi il Premier, per non affrontare la giustizia, non deve neppure allontanarsi dall’Italia, in quanto gli basta di andare in Parlamento per farsi le leggi che lo rendono impunito.

Ed ecco perché necessita invitare  tutti gli italiani a seguire il dibattito in diretta al Senato che si terrà il 19 gennaio prossimo, per capire fino a che punto questa maggioranza, questo governo e questo Presidente del Consiglio, si spingeranno in avanti per rendere eroi coloro che fecero affondare l’Italia nella corruzione.
Quella stessa corruzione che ancora oggi continua a soffocare la meritocrazia e il lavoro onesto, e che, insieme alle crisi internazionali, ha fatto passare a tanti italiani un brutto capodanno, senza tuttavia che i loro rappresentanti politici abbiano trovato il tempo di occuparsi dei bisogni veri, perché sono troppo impegnai a commemorare.

Regali per tutti!

dicembre 24, 2009

A taluni…

Ad altri…

Emendamento Repressione

dicembre 7, 2009

Oggi la  CENSURA INTERNET riguarda solo la Cina e pochi altri paesi con regimi autoritari. Simile pericolo sta per accadere ad un paese democratico come l’Italia. La libertà di informazione è tra i diritti fondamentali della persona, e che qualsiasi forma di limitazione, preclusione, divieto, o filtro informativo applicato  sia da respingere e da combattere.

In base a quello che leggerete anche questa e mail potrebbe essere fonte di reato.
 
Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet/ ; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l’articolo nr. 60. Il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta”.  In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog.

 
Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!
In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.
Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una “media company” ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa “media company”, guarda caso, è Mediaset. Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d’interessi.

 
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico e gli italiani continuano a guardare grande fratello !!!  
Fate girare!, gente, fate girare!.